Forum per l'Ambiente dell'Onu: trapelano dagli scienziati scenari inquietanti

Un team di cinquecento scienziati scelti dall'Onu sono riuniti a Parigi per discutere dei rischi provocati dall'effetto serra. Il rapporto sarà presentato il 2 febbraio, ma già circolano modelli inquietanti

Circa cinquecento esperti sono riuniti all'Unesco aParigi per dare il loro verdetto sul riscaldamento climatico. Il lororapporto verrà presentato il 2 febbraio e costituirà la base didiscussione per la riunione dei responsabili politici, quando, sempre aParigi, avrà luogo la conferenza sulla "governance" dell'ecologia alivello mondiale. Sono già note le conclusioni di massima degliscienziati: i rischi legati ai mutamenti climatici sono concreti e,anzi, più gravi di quanto si pensasse. Il riscaldamento procede più infretta del previsto: per la fine del secolo il rialzo termico, giàcalcolato fra i due gradi centigradi e i quattro e mezzo, potrebbearrivare a sei gradi. L'uomo viene indicato in maniera decisa come unadelle principali cause dello sconvolgimento, che avrà, nelle previsionidegli scienziati, conseguenze profonde e catastrofiche per tutto ilpianeta.

Secondo una bozza del rapporto ottenutadal quotidiano britannico Independent, la situazione climatica èaggravata dall'instaurarsi di una specie di circolo vizioso ormai inatto e che non si sa bene come fermare. L'aumento della temperatura faaumentare infatti l'evaporazione di oceani e mari, rendendo più densoil vapore acqueo nell'atmosfera, e di conseguenza intensificandol'effetto-serra. Dal 1970 a oggi, la concentrazione di vapore acqueo èaumentata del 4 per cento, e questo porta a modelli climatici cheindicano un riscaldamento fino a sei gradi per la fine del secolo.

Inoltre,il surriscaldamento globale indebolisce le capacità del pianetaassorbire l'anidride carbonica (il principale gas-serra) in eccessonell'atmosfera. Questo potrebbe accrescere del 44% le concentrazioni diCO2 atmosferico, con la conseguenza di un aumento della temperaturamedia di 1,2 gradi in più del previsto dai modelli climatici precedenti.

Lacomunità scientifica è sempre stata divisa sulle cause dell'aumentodelle temperature registrato nell'ultimo secolo. Diversi esperti lafanno rientrare nel normale avvicendamento tra periodi freddi e caldiche ha accompagnato i 180 milioni di anni di vita della Terra. Maquesto rapporto, e non è poco vista la riconosciuta serietà deglistudiosi coinvolti, si sbilancia e dà all'uomo un ruolo decisivonell'evoluzione del clima. Vi si legge: "Rispetto al terzo rapporto, èaumentata in modo considerevole la valutazione sulle dimensionidell'impatto del contributo umano sul recente cambiamento climatico. Isegnali antropogenici, vale a dire i segni visibili dell'influenzaumana sul clima, sono evidenti non solo nelle temperature medie globalidella superficie terrestre, ma anche in quella degli oceani". SullaTerra ormai si stanno rapidamente ridimensionando le temperatureestreme e stanno diminuendo i ghiacciai dell'Artico. Poi, piùdirettamente: "È altamente probabile (più del 95 per cento diprobabilità) che il riscaldamento osservato nell'ultimo mezzo secolonon possa essere spiegato senza un'influenza esterna (l'attivitàumana)".  

Queste sono le indiscrezioni.Ora i circa cinquecento delegati della Commissione Intergovernativa suiCambiamenti Climatici (Ipcc) sono impegnati a redigere un "documentosulle intenzioni dei decisori", sintesi in una decina di fogli dellecirca mille pagine del loro quarto rapporto scientifico (il precedenteera stato redatto nel 2001). Il testo sarà negoziato riga per rigaprima di essere approvato. I dati di base, tuttavia, sono quelli"esplosivi" già anticipato dall'Indipendent: non soltanto l'entità delfenomeno, ma soprattutto la sua rapidità costituiscono un grave rischio.

HervéLe Treut, uno degli scienziati della commissione, ha detto: "Il climacambia, e su questo non vi possono essere dubbi. Ci si chiede se lacausa debba attribuirsi gli esseri umani, e la risposta è sempre piùcertamente affermativa. I progressi scientifici stanno confermando irisultati delle prime simulazioni, e a queste valutazioni possiamoaggiungere oggi ulteriori rischi di cui in precedenza avevamo unaminore consapevolezza. Il rischio più grave è quello legato allavelocità del cambiamento e alle conseguenze destabilizzanti che questopuò avere a tutti i livelli, compresi quelli sociale e politico". Hannocominciato a mobilitarsi, intanto, le associazioni ecologiste persollecitare nell'opinione pubblica e nei governi una presa d'atto dellasituazione. Alcuni "arrampicatori" dell'associazione ecologistaGreenpeace Francia hanno issato tre striscioni sulla sommità dellaTorre Eiffel, dopo che una quarantina di militanti del gruppo avevanopreso d'assalto il celebre monumento parigino in mattinata, mentre siapriva la conferenza degli esperti climatici.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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