Unione Europea promuove la manovra finanziaria italiana contro il disavanzo

Il programma di stabilità presentato dall'Italia lo scorso 4 dicembre è sostanzialmente coerente con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007

Il programma di stabilità presentato dall'Italia loscorso 4 dicembre è sostanzialmente coerente con una correzione deldisavanzo eccessivo entro il 2007, subordinatamente ad un'attuazionecompleta ed efficace del bilancio 2007. Questa la valutazione dellaCommissione Europea che invita il nostro Paese a realizzare il previstorisanamento delle finanze nel 2007 per correggere la situazione didisavanzo eccessivo, a riformare le pensioni e a migliorare il processodi risanamento del bilancio aumentandone la trasparenza.

"Il programma - spiega l'esecutivo Ue - miraa correggere il disavanzo eccessivo entro il 2007, come raccomandatodal Consiglio nel luglio 2005. La proiezione di un disavanzo pari al5,7% del PIL nel 2006 riflette la cancellazione del debito dellasocietà ferroviaria di proprietà dello Stato relativo al progetto delpaese per l'alta velocità (0,9% del PIL) e la sentenza della Corte digiustizia europea relativa all'IVA sulle autovetture aziendali (1,3%)senza impatto nell'anno in corso e negli anni seguenti. Inoltre, i datidisponibili indicano per il 2006 un risultato migliore del previsto.Dal 2007 in poi, gli obiettivi di bilancio sono relativamente invariatirispetto al precedente aggiornamento del programma. L'obiettivo a mediotermine dell'Italia consiste nel conseguimento del pareggio in terministrutturali entro il 2011.

"Dopo il 2007 - prosegue la Commissione - l'aggiustamento previstoè in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita econsentirebbe il conseguimento dell'OMT (obiettivo a medio termine)entro la fine del periodo coperto dal programma. Tuttavia, non sonoforniti dati sulla strategia di aggiustamento, il che di per sérappresenta un rischio per il conseguimento degli obiettivi di bilanciodopo il 2007 e rende difficile valutare correttamente la strategia dirisanamento. Con un rapporto debito/PIL molto elevato, ma con costi dibilancio per l'invecchiamento demografico che, subordinatamente allapiena attuazione delle riforme pensionistiche adottate, dovrebberoregistrare un aumento inferiore alla media dell'UE, l'Italia è a mediorischio per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche alungo termine".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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