Cresce l'economia in Italia, ma rimane forte il divario tra nord-est e sud

Secondo i dati raccolti dal Centro Studi Confcommercio sull'evoluzione delle economie locali dal 2004 al 2006, l'ultimo anno si chiuso con timidi segnali di ripresa

Nel 2006 l'economia italiana ha mostrato segnali positivi.Dopo la stagnazione dell'anno precedente, consumi, investimenti eoccupazione hanno determinato un aumento del Prodotto Interno Lordodell'1,7%. Lo rileva il "Rapporto sull’evoluzione delle economielocali" realizzato dal Centro Studi Confcommercio. Secondo lo studio,il Mezzogiorno è l'area geografica con le migliori performance negliinvestimenti (+7%), nell'incremento dell’occupazione (+1,2%) e nel calodel tasso di disoccupazione (dal 14,3% del 2005 al 12,3% del 2006), maresta ancora ampio il divario Nord-Sud. Nel complesso il Paese ha unandamento disomogeneo nelle varie realtà locali.

L'evoluzione dell'economia appareinfatti ancora assai diversificata sul territorio: Nord-Est e Centroche crescono più della media nazionale (+1,8%) e Pil più contenuto,invece, per il Meridione e il Nord-Ovest (+1,6%); sul versante deiconsumi, più consistente la crescita al Centro (+1,7%) e al Sud (+1,9%)rispetto al Nord-Ovest (+1,5%) e al Nord-Est (+1,6%); ben al di sopradella media nazionale (7,4%) le esportazioni delle regioni centrali conun +10,7%. Unico comun denominatore verificato dal Rapporto è il saldonegativo registrato dal terziario nei primi mesi del 2006, soprattuttoper i settori del commercio e del turismo.

Indicatori macroeconomici per ripartizione geografica.

NORD-OVEST.Dopo il Sud è la zona più abitata del Paese. L'area ha fattoevidenziare dal 2004 un modesto sviluppo, rispecchiando il periodo dibassa crescita che ha caratterizzato l'Italia negli ultimi anni. Nel2006 l’economia locale ha registrato un incremento del Pil dell’1,6%,una domanda interna cresciuta dell’1,3%, meno della media nazionale, eun andamento positivo più consistente (+2,5%) degli investimenti inmacchine ed attrezzature che hanno risentito della fase di ripresadella produzione. In questa situazione la crescita dell'occupazione nel2006 non ha superato l’1% e non apporta ampi benefici in termini dinuovi lavoratori.

NORD-EST. Una dellearee più ricche dell’Italia. Nel 2006, la crescita economica è statapiù sostenuta con un incremento del prodotto interno lordo dell’1,8%,una domanda interna cresciuta dell’1,4%, in linea con la medianazionale, e un andamento positivo soprattutto degli investimenti inmacchine ed attrezzature che hanno risentito della fase di ripresadella produzione. Nonostante ciò, il numero di nuovi occupati non èstato elevato (+0,8%).


CENTRO. Leregioni di quest'area si presentano in linea con il sistema di sviluppoeconomico nazionale, contribuendo per circa il 21% alla creazione dellaricchezza nazionale. Nel 2006 l’economia locale ha registrato unincremento del prodotto interno lordo dell’1,8%, una crescita delladomanda interna dell’1,5% e un andamento positivo degli investimentianche se inferiore alla media nazionale. Dal punto di vistadell’occupazione, il 2006 ha registrato un leggero incremento (+0,6%),dopo la flessione registrata nel 2005.

MEZZOGIORNO.In un contesto nazionale contraddistinto, nel 2004 e 2005, da una fasedi rallentamento dell’economia, il Mezzogiorno ha evidenziato segnaliancora più accentuati di crisi. Il 2006, comunque, ha mostrato unparziale recupero del Sud Italia, con un aumento del prodotto internolordo dell’1,6%, in media con il dato nazionale; a tale risultato hannodato un contributo significativo sia il buon andamento dei consumidelle famiglie, sia la forte ripresa degli investimenti in macchine eattrezzature. La bassa crescita non ha portato benefici occupazionalinel 2004 e, soprattutto, nel 2005; nel 2006, però, il bilancio è statopositivo e il numero di nuovi occupati ha registrato una crescita pariall’1,2%.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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