Continua a correre Fastweb su voci di un possibile acquisto da parte di Murdoch

Continua a correre Fastweb oggi e non sembrano bloccarsi le indiscrezioni su un possibile acquisto del Gruppo da parte di Murdoch

Continua a correre Fastweb oggi. Poco prima delle 16 il titolo mette a segno un +1,52% attestandosi a quota 39,97 euro (dopo aver sfondato anche quota 40); i volumi sfiorano gli 1,2 milioni di pezzi, contro una media degli ultimi 30 giorni pari a 1,48 milioni.

Le voci secondo cui Murdoch sarebbe interessato a comprare la società della fibra ottica continuano a spingere gli acquisti, nonostante la secca smentita.

In un comunicato di ieri Fastweb, infatti, ssosteneva che "non ha avuto luogo alcun incontro tra Silvio Scaglia e Rupert Murdoch riguardante Fastweb.

Non esiste alcun rapporto tra le due società relativamente ad ipotesi di acquisizione di Fastweb, e/o della quota del suo principale azionista, Silvio Scaglia, da parte di Sky. Tra Fastweb e Sky esistono esclusivamente accordi commerciali sulla distribuzione di contenuti televisivi".

L'interesse della News Corp dell'australiano per la nostrana società di telecomunicazioni è nato dopo la batosta Telecom. In un primo momento interessato ad uno accordo con l'ex monopolista dei telefoni (e possibilmente intenzionato ad entrare nel capitale), Murdoch si è tirato indietro in seguito alle polemiche tra Prodi e Marco Tronchetti Provera.


A quel punto ha deciso di rivolgersi a Fastweb. L'accordo già in vigore prevede la distribuzione su banda larga di una serie di canali del pacchetto Sky, oggi fruibili solo con la parabola. Molti hanno iniziato a ipotizzare la trasformazione dell'alleanza commerciale in qualcosa di più.

Tanto più che questa settimana anche il fondo statunitense Blackstone ha mostrato interesse per il mercato delle telecomunicazioni italiane, indicando per prima proprio Telecom Italia, ma poi anche Fastweb e Tiscali.

Secondo Goldman Sachs l'ad (e azionista di maggioranza col 25%) Silvio Scaglia sta valutando offerte di acquisto già dal novembre 2005.

A febbraio la società ha deciso di rimanere indipendente, ma non è detto che nel medio periodo non decida di vendere. In effetti Scaglia ha detto più volte di aver intenzione di lasciare, ma di voler attendere il break-even. Forse col quarto trimestre 2006 ci siamo. Adesso si parla anche di ritorno all'utile nel 2007.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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