Nuova indagine: più della metà dei treni arriva quasi sempre in ritardo di circa 6 minuti

'Pendolari di tutta Italia, unitevi'. Con questo slogan parte 'Pendolaria', la campagna di Legambiente per 'difendere e sostenere il popolo che sceglie il treno'

"Pendolari di tutta Italia, unitevi". Con questoslogan parte 'Pendolaria', la campagna di Legambiente per "difendere esostenere il popolo che sceglie il treno". Una settimana di iniziative,che culminerà sabato a Bologna in un'assemblea con i pendolari e ilministro dei Traporti, Alessandro Bianchi. Ma la campagna è giàcominciata con tre giorni di controlli sulla puntualità dei treni nelleprincipali stazioni italiane (tra le 8 e 10 del mattino). E ilrisultato dell'indagine, dice l'associazione ambientalista, "èdesolante, e fotografa bene la situazione del trasporto locale inItalia: il 53% dei convogli arriva con un ritardo medio di 5,5 minuti".

Il record negativo spetta alla stazione di Milano, con il 94% dei treni in ritardo e 9 minuti in più sui tempi previsti. Seguono poi Torino, con l'86% e un ritardo medio di 5 minuti, Firenze (73%), Napoli (57%), Roma (53%) e Bologna (29%). La più virtuosa delle sette città monitorate è Genova, con il 24% dei convogli in ritardo e mediamente solo 3 minuti in più. Nel capoluogo ligure è arrivato però il campione dei 'treni lumaca': da Voltri a Genova alla velocità media di 9 chilometri orari. "Sui treni dei pendolari viaggiano ogni giorno oltre 1 milione e mezzo di italiani, contro i 200mila che salgono su Eurostar e Intercity", ha spiegato il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, presentando la campagna 'Pendolaria' con l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.

Il trasporto locale, però, ha aggiunto il leader ambientalista, "finora è stato la cenerentola, e i risultati li pagano ogni giorno i cittadini pendolari". Chi sceglie il treno per andare a scuola o al lavoro, ha continuato Della Seta, "andrebbe trattato con i guanti e considerato un benemerito. Perché il trasporto ferroviario è la forma di mobilità meno inquinante e meno costosa in termini energetici. Troppo spesso, invece, viene preso a schiaffi. Noi vogliamo che questo cambi - ha sottolineato - e chiediamo alla politica nazionale, alle Regioni, ai nuovi vertici delle Fs di unirsi per dare all'Italia un trasporto pendolare degno di un grande Paese europeo". Il pendolarismo, evidenzia Legambiente, è ormai una "questione nazionale, e come tale va affrontato. Ma le risorse destinate al trasporto locale sono ferme alle cifre del 2000: il totale dei contratti di servizio tra Trenitalia e le Regioni è di 1,4 miliardi".

È la stessa cifra del 2000 e, per gli ambientalisti, è "molto meno del costo di una qualsiasi delle decine di nuove autostrade che si vogliono costruire". E "deludenti" sono anche i primi passi del governo Prodi, "che con il ministro Di Pietro ha annunciato un programma di infrastrutture ritagliato sulla Legge Obiettivo, che destina il 70% delle risorse al trasporto su strada". Il trasporto su ferro, ha ribadito così Della Seta, "rappresenta la cura principale al 'mal di smog' che affligge le grandi e medie città d'Italia, e uno strumento decisivo per combattere i mutamenti climatici. La nuova Finanziaria ha previsto 300 milioni in tre anni per rafforzare il trasporto pubblico locale. È assolutamente troppo poco rispetto alle necessità e pochissimo rispetto ai 520 milioni che solo nel 2007 sono destinati a strade e autostrade. Bisogna invece invertire la rotta - ha concluso - e far diventare i nodi urbani la vera priorità nelle politiche nazionali dei trasporti".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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