Monopolisti e apprezzati grazie al ruolo di innovatori con cui si presentano: Apple e Ipod

Una ricerca svolta NPD group afferma che l'iPod ha raggiunto il 92% della quota di mercato dei lettori musicali basati su hard disk

 Una ricerca svolta NPD group afferma che l'iPod ha raggiunto il 92% della quota di mercato dei lettori musicali basati su hard disk (negli Stati Uniti nel settembre 2004) e rappresenta il 65% di tutti i lettori di musica digitale.
 
 A livello assoluto Google controlla il 42.7% del mercato USA, Yahoo è al secondo posto con il 28%, MSN al terzo con il 13.2%, AOL segue al 7.6% e Ask.com chiude la serie dei "big" con il 5.9%.
 
 Ipod e google. Due casi esemplari dei monopoli del 2000, rispettivamente leader nei propri settori si presentano con un'immagine fresca e accattivante, brand di successo per persone frizzanti. Il circolo virtuoso delle vendite di ipod ha in realtà innescato un meccanismo per cui è valida la formula ipod:itunes=windows:explorer con la sola differenza che per la prima parte pochi hanno protestato, mentre nel caso microsoft in molti hanno messo la bocca, ma si sa, microsoft non è amata. Itunes è tutto per ipod, esso infatti non viene letto come un normale hard disk esterno ma si serve di liste caricate tramite il programma itunes che permette anche (e soprattutto) di scaricare musica a pagamento. Il vero modello di business apple non è infatti il device ma è la musica a pagamento.
 
 Google è, in Italia più che in USA, leader indiscusso nei motori di ricerca. Le aziende che vogliono relazionarsi con gli sgherri di Lerry e Sergej non hanno vita facile, diciamo che google "si fa desiderare" ed impone condizioni particolari. Insomma tutto molto diverso dalle offerte speciali delle agenzie di comunicazione che cercano di rastrellare clienti con metodi quasi vicini alla prostituzione.
 
 E' interessante dal punto di vista dell'equilibrio tra "brand di facciata" e "reputazione" il fatto che queste aziende risultino ai più delle paladine dell'innovazione e dell'evoluzione quando in realtà sul loro monopolio giocano di brutto (pare che apple non abbia preso bene la creazione di un software in grado di sbloccare gli ipod permettendo di leggere musica acquistata anche su siti esterni). Io credo che dietro questa cosa ci sia la costruzione di una forte interazione con l'utente e di modelli di business a lungo termine scontentando in questo gioco tutti gli altri componenti la catena del valore (web agency per google, rivenditori di musica per ipod). La domanda è: riusciranno a continuare a camminare sul filo?
 
 Attendo risposte, poi vi dico la mia
 
 Giorgio Soffiato








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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