Un'ora di stipendio in meno a chi fuma: proposta dei direttori del personale italiani

Dai risultati dell'indagine si evince che ogni lavoratore fumatore toglie in media dai 60 agli 80 minuti di produttività all'azienda

Il Gruppo intersettoriale direttori del personale (Gidp) ha reso noti i risultati di un'indagine realizzata su un campione di 149 medio-grandi imprese che dimostra che circa la metà dei lavoratori è dedita al tabagismo.

Dai risultati dell'indagine si evince che ogni lavoratore fumatore toglie in media dai 60 agli 80 minuti di produttività all'azienda per fumarsi la sigaretta secondo calcoli ben definiti: 4 minuti per andare e venire dalla saletta fumatori, 6 minuti per fumare ripetendo le due operazioni per 6/8 volte al giorno.

Da questi dati la proposta di tagliare dallo stipendio dei fumatori quell'ora utilizzata per fumare.

Paolo Citterio, presidente del Gidp, ha dichiarato al proposito: "quello che chiediamo è un passo dovuto nel bene dell'intera azienda e comunque non sarà una scelta imposta ma sarà discussa con i sindacati per valutare l'attuazione della proposta nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori fumatori che non possono prevaricare quelli dei dipendenti non tabagisti. Si tratta infatti di un'enormità di tempo sprecato che non può incidere sulla redditività dell'azienda".

Secondo l'indagine, inoltre, nel 37% dei casi sono i colleghi che non fumano a denunciare i fumatori e a chiedere il pugno di ferro con chi non rispetta le regole.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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