Fiat: Marchionne dopo aver salvata e rilanciata lascierà nel 2007

'Forse dovreste chiedere a loro se vogliono che me ne vada, bisognerebbe farlo in modo anonimo perché cercherebbero di coprisi le spalle, ma sarebbe comunque interessante'

"Forse dovreste chiedere a loro se vogliono che me ne vada,bisognerebbe farlo in modo anonimo perché cercherebbero di coprisi lespalle, ma sarebbe comunque interessante". Con questa frase sibillinaSergio Marchionne commenta la notizia che lui stesso ha dato un secondoprima, lasciando esterrefatti i giornalisti: lascerà la direzione diFiat "in qualche momento del 2007". Il mercato non l'ha presa bene. Inun momento tutti i brillanti risultati resi noti tra ieri e oggi sisono trasformati in un boomerang. Lui, l'uomo che ha trasformato quellasocietà sull'orlo del fallimento per la quale General Motors fudisposta a pagare pur di non avere tra i piedi un motore di produzioneche oggi va a pieno regine e continua a macinare grandi risultati,proprio lui, se ne va.

Così giù il titolo, fino a 14,5 euro, in picchiata rispetto ai 15,11con cui ha chiuso ieri del 4,2%. Poi gli investitori si sono ripresidal colpo, hanno guardato ai fatti, visto un'ottima azienda, e hannosmesso di svendere una società che secondo tutte le banche d'affari habuoni potenziali di crescita. Così, tra un'oscillazione e l'altra, iltitolo è tornato intorno all'ora di pranzo a quota 14,85, contenendo idanni al 2,39%.

Rimane certo una frase poco chiara quella di Marchionne. In primo luogo"qualche momento del 2007" potrebbe significare alla Befana come aNatale, il che non regala grandi certezze agli investitori. In secondoluogo il suggerimento di "chiedere a loro" non suona mica tanto bene: èla proprietà a sbatterlo fuori e lui voleva restare o è lui a volerandare e la proprietà a trattenerlo? A giudicare un po' dalle suedichiarazioni - soprattutto in questo ultimo anno - sembrerebbe piùprobabile la seconda ipotesi. Da tempo accenna al fatto che prima o poiil suo rapporto con la Fiat dovrà finire. Il 20 settembre in un'intervistasu Repubblica aveva detto che "oggi io faccio questo e mi piace farlo:portare una società, che due anni fa era data per spacciata, ad avereun futuro. Fino a quando gli azionisti me lo faranno fare continuerò.Se non me lo faranno fare me ne tornerò in Svizzera a tagliare l’erbadel giardino. Che è anche questa una cosa che mi piace e che oggi nonriesco a fare".

Quando si dice prenderla con filosofia. Ma il dato rimane. ForseMontezemolo inizia a pensare che è giunto il momento di separarel'immagine di una società ormai in salute dal suo dottore, che finchérimane là sembra dire: "Le cose andranno bene solo finché ci sarò io".L'annuncio, dato con sufficiente anticipo, dovrebbe consentire a piazzaAffari di assorbire la transizione. Magari gli investitori non darannopiù di tanto peso alla cosa: "Non voglio vedere titoli che lascio nel2007" ha detto stamattina l'ad.

Forse Montezemolo avrà pensato che a ingoiarla oggi la pillola amaraè meglio, perché va giù col dolce. Ed eccolo il dolce: tra il 2007 e il2010 Fiat ha pianificato la distribuzione di due miliardi di euro"sotto forma di dividendo". Saranno 200 milioni l'anno prossimo, 400nel 2008, 600 nel 2009 e 800 nel 2010. Il cuore del gruppo, secondoMarchionne, rimane Fiat Auto, per il quale sono previste vendite da quial 2010 per 32,5 miliardi di euro e un margine di trading profitcompreso tra il 4,5% ed il 5,3%. La quota del mercato internazionalesalirà all'11% nel 2010 dall'8% previsto per la fine di quest'anno.Marchionne non esclude anche alleanze strategiche rafforzate da incrociazionari, nel caso si presentassero opportunità in grado di rafforzareil gruppo.


Nei prossimi quattro anni i piani prevedono 23 nuovi modelli e 16revisioni di stile. Nel 2009 esporteranno negli Usa la nuova Alfa 169,oltre alla 159, la Brera e la Spider. Obiettivo, 20mila veicoli vendutientro il 2010. Se i piani vanno in porto nel 2006 le vendite di AlfaRomeo raggiungeranno quota 160mila, contro le 137mila del 2005 e siattesteranno sulle 300mila auto all'anno per il 2010.

Ma Fiat rimane "il marchio che corre più velocemente in Europa,soprattutto grazie ai mercati esteri", spiega Luca De Meo, responsabiledel brand. L'idea è quella di arrivare ad avere altri due prodotti dilargo successo, oltre a Punto e Panda. "Siamo leader in Europa tra lepiccole auto. Ora vogliamo essere dovunque. Nel segmento C abbiamo duearmi globali: la Linea e la Bravo. Nel 2009 poi ci sarà la Crossover.Unirà le caratteristiche di un Mpv e di un Suv".

In ogni caso, a proposito delle sue dimissioni, Marchionne ha fattosapere che ha intenzione di lasciare il timone a qualcuno che si trovagià dentro l'azienda. "Penso - ha affermato - che ci siano abbastanzatalenti nel gruppo. Non assumerò nessuno dall'esterno", aggiungendo che"negli ultimi 30 mesi qui c'è stato un processo particolare, unaresurrezione in cui tutta la squadra ha messo un impegno poco comune. Èdifficile a quel punto tornare ad una leadership mediocre. E' quindigiusto dare loro spazio, perchè non hanno fallito".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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