Capitalia, possibile allenze o fusioni in vista?

Nessun progetto di opa su Capitalia, non sono previste acquisizioni in Spagna o all’estero per il momento

Nessun progetto di opa su Capitalia, non sono previste acquisizioni in Spagna o all’estero per il momento. Il portavoce del Santander ha così messo uno stop alle indiscrezioni uscite sulla nostra stampa nazionale che davano per prossima un’offerta della banca iberica sull’istituto di via Minghetti. L'effetto è quello di perdite vicine all’1% per il Bsch a Madrid e guadagni superiori all1% con volumi sopra la media per Capitalia in una giornata di fiacchezza per i titoli bancari di piazza Affari.

In poche parole, secondo diversi analisti, la banca guidata da Cesare Geronzi con le ultime voci rimbalzate rapidamente anche sulla stampa spagnola ha riconfermato il suo appeal per il mercato e il suo ruolo di preda fra le più interessanti d’Europa.

Ai rumors sull’interesse del Santader aveva contribuito la brama di rivincita dell’istituto presieduto da Emilio Botin dopo l’uscita dai giochi di Intesa San Paolo non ancora compensata da un concambio più favorevole o da qualche regalo finanziario. Circa un mese fa Cesare Geronzi aveva già detto no alle proposte olandesi di Rijkman Groenink (numero uno di Abn Amro che ha in portafoglio l’8,6% di Capitalia ed è reduce dalla conquista di Antonveneta), che ora potrebbe meditare un piano alternativo a quello degli spagnoli. Oggi si parlava già di incontri a breve del Santander con Mario Draghi per discutere la questione e progettare un’offerta. A questo punto la palla ritorna al centro.

Secondo alcuni osservatori Geronzi continuerebbe a corteggiare Monte dei Paschi allo scopo di creare un’alleanza che faccia massa critica e renda meno contendibile una banca dal patto di sindacato frammentato fra 16 azionisti e con le dimensioni della preda ideale per un grosso gruppo. Certo Mps finora non ha mostrato entusiasmo per un patto romano e potrebbe decidere di restare fuori dai giochi.

Di certo fra olandesi e spagnoli Draghi potrebbe a breve avere molto da fare. Intanto perché si continua a parlare di gruppi stranieri già presenti in forze sul suolo italiano: se Abn Amro riuscisse a mettere le mani su Capitalia, diverrebbe il terzo protagonista del mercato del credito in Italia. Inoltre bisogna considerare che il portafoglio strategico di via Minghetti (partecipazioni in Mediobanca e Generali per esempio) proietterebbe all’istante un eventuale acquirente nel salotto più prestigioso della finanza del Belpaese.


L’amicizia di Emilio Botin con Vincent Bollorè (azionista e membro del consiglio di piazzetta Cuccia) e con Antoine Bernheim (presidente di Generali) potrebbe allora non bastare.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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