Per Merrill Lynch Borse in crescita soprattutto quelle europee a scapito delle emergenti

Secondo Merrill Lynch, che ha appena pubblicato un report sull’argomento, la caduta nell’ultimo mese dei prezzi del petrolio del 25% può essere la premessa per il rilancio delle borse

Il periodo no delle borse sembra essere finito. Secondo MerrillLynch, che ha appena pubblicato un report sull’argomento, la cadutanell’ultimo mese dei prezzi del petrolio del 25% può essere la premessaper il rilancio delle borse. L’ottimistica tesi della banca d’affari da1,5 migliaia di miliardi di dollari di capitale gestito deriva da unsondaggio condotto fra gli esperti che tira fuori dal cappelloprospettive rosee per gli stocks del mondo. Il calo del petrolio ha,infatti, ridotto i timori inflazionistici e la paura di nuove strettemonetarie: questo significa che la gente può tornare a investire inazioni e strumenti finanziari (anche per la felicità di banche egestori) e portare di nuovo i mercati nel segno del Toro.

In effetti a guardare i listini sembra che Merrill arrivi persino inritardo. Ieri il Dow Jones ha aggiornato il suo record storico inchiusura superando durante la seduta di slancio anche la soglia dei 12mila punti. È l’ottava volta che aggiorna il record di chiusura in duesettimane, siamo già oltre i valori record del 2000. Gli 11.700 puntierano infatti una resistenza importante da un punto di vistapsicologico perché segnarono lo scoppio della bolla della new economy.Che gli indici sappiano superare quella deadline è un segnaleimportante che potrebbe anche supportare l’ottimismo di Merrill Lynch.

Secondo il sondaggio, però, emerge anche un altro dato incoraggiantee “curioso”: per gli investitori e gestori intervistati dalla bancad’affari americana il futuro non è più dei mercati emergenti, madell’Europa continentale.

Padoa Schioppastarà ballando nel suo ufficio, mentre Prodi starà facendo boccaccealla foto del Cavaliere. Secondo gli esperti i mercati emergenti hannogià dato ed è giunto il momento di fare una pausa, inoltre i più bassiprezzi delle materie prime indicano minori guadagni per loro.

L’Europa invece sì che è una buona occasione. Le compagnie delVecchio Continente hanno prospettive di profitto maggiore rispetto allecolleghe sparse per il mondo. Secondo molti gestori l’Europa è laregione economica più sottovalutata del mondo. Se a questo si aggiungeche, per la prima volta, gli investitori cominciano a percepire che laqualità dei guadagni dell’Europa continentale è maggiore di quella delRegno Unito, si può davvero sperare che anche al di qua dell’Atlanticoe della Manica ci sia materia prima per buoni guadagni in borsa.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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