Banca Popolare Italiana si fonde con Bpvn: è il quarto polo bancario italiano

Ecco una nuova grande banca, o almeno una nuova grande holding bancaria in attesa del passaggio dal modello federativo a quello intermedio del multibrand e a quello finale dell'unica banca

Riceviamo da Cesant e volentieri pubblichiamo:

Ecco una nuova grande banca, o almeno una nuova grande holdingbancaria in attesa del passaggio dal modello federativo a quellointermedio del multibrand e a quello finale dell'unica banca. La Bpiconvola a nozze con la Bpvn e giunge a coprire senza soluzione dicontinuità l'area da Novara a Verona (ovvero la due periferie esternedi Milano), passando per Lodi e Bergamo e con una buona presenza anchea Brescia grazie alla Popolare di Crema, Cremona e Mantova.

La struttura è ancora ad un livello embrionale; le basi, però, sonobuone quindi anche le prospettive. Significativa la presenza della exPop. di Novara nella zona di Napoli e anche quella della BPI sulTirreno e a Pescara.

Vista così il nome più appropriato non potrà che essere PopolareItaliana. La fusione sarà quasi paritetica capitalizzando Bpvn 8,1miliardi di euro e Bpi 7,3 miliardi per complessivi 15,5 miliardi:ancora pochi se paragonati ai colossi Unicredit e SantaIntesa, madecisamente elevati rispetto alla capitalizzazione media delle bancheitaliane, soprattutto delle popolari: 4,2 miliardi di euro la Bper, 5miliardi la Bpm e 7,7 miliardi la Bpu.


Lanuova Bpi sarà la prima popolare per capitale di borsa e la terza inItalia per sportelli, in portafoglio avrà 2,4 milioni di clienti. Lapresidenza andrà a Carlo Fratta Pasini di Bpvn. Amministratoredelegato, invece, sarà Divo Gronchi: l’uomo della rinascita di Bpi.Concambio fissato a 0,43 azioni Bpi contro una di Bpvn (in questo modoBpi porta a casa 12 euro per azione). La banca di Lodi distribuirà undividendo straordinario di due euro per azione, fino a un massimo di1,5 miliardi.


Tecnicamente sarà depositata la registrazione di una nuova holding,che incorporerà il risultato della fusione delle due capogruppo. Sededella nuova società sarà Verona, mentre le direzioni amministrativesaranno naturalmente divise tra Lodi e la città dell'Arena. Il pianoprevede una governance a due teste con un consiglio di sorveglianza eduno di gestione. Il consiglio di sorveglianza sarà composto di 20membri, 3-4 espressi da Novara, 8 da Lodi e 8-9 da Verona, che dovrannoapprovare i piani industriali e le principali operazioni straordinarie.Il consiglio per la gestione ordinaria sarà composto di 12 membri,scelti congiuntamente. Con questo schema – si legge nel comunicato – sisalvaguardano “l'autonomia di Bpi” e i “livelli occupazionali”.

Certo la forma cooperativa renderà la gestione difficile, ma, senzaper questo rivalutare Don Antonio Fazio, le popolari, se non voglionofinire come bocconi di altri, prima di fare il grande salto da Coop aSpa devono necessariamente unirsi tra di loro. Speriamo che il nuovoasse Novara-Lodi-Bergamo-Verona (a proposito, ci sarà anche ildelisting del CreBerg?) crei le condizioni per altri merger (Milano eSondrio forse potrebbe essere un’altra opportunità).

Il valore delle sinergie previste grazie alla fusione si aggiraintorno ai 500 milioni di euro l'anno: 220 milioni di risparmio e 280di sinergie sui ricavi. Il via libera definitivo all'operazionedovrebbe giungere dai due cda entro la fine dell'anno e la fusionedovrebbe essere attuata nel primo semestre del 2007. Non dovrebberoesserci problemi di sovrapposizione: il problema riguarderebbe solo il5% del totale degli sportelli delle due banche.

Naturalmente il mercato ha accolto con grande favore lo sbloccodella situazione: la scelta del partner si trascinava ormai da mesi.Alle undici e trenta a piazza Affari Bpi porta a casa il 5,8%. Bpvninvece perde il 4,6%. Si tratta probabilmente di un ritracciamento:negli ultimi dieci giorni, infatti, sull’onda dei rumors era volato a23,05 euro contro i 21,92 del 4 ottobre. Non sembra invece accusare ilcolpo Bper, che guadagna l’1,1% in mattinata.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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