Funziona il passaparola come strategia di marketing in Italia? Ecco un nuovo studio

Non parliamo del gioco a premi ma di word of mouth marketing prendendo spunto dalla sintesi della recente ricerca Ipsos-Asi sul tema pubblicata su “Italia Oggi”

Non parliamo del gioco a premi ma di word of mouth marketing prendendo spunto dalla sintesi della recente ricerca Ipsos-Asi sul tema pubblicata su “Italia Oggi” [richiede registrazione] del 28 settembre scorso.
 
La ricerca è stata effettuata nei cinque più importanti paesi d’Europa Italia compresa e può perciò fornire spunti di riflessione operativi direttamente applicabili anche nel nostro paese.
 
Le Fonti più consultate in Italia:
 

 
Acquisti quotidiani
Acquisti importanti
 
 
 
Amici/Familiari
72%
86%
Pubblicità
69%
72%
Prova Gratuita
42%
45%
Riviste Specializzate
31%
45%

 
[Fonte: Elaborazione Italia Oggi su dati Ipsos-Asi]
 
Come emerge dalla tavola dei dati soprariportata ci si consulta prima di fare un’ acquisto soprattutto, ovviamente, se importante.
 
La prima fonte di consultazione è costituita da amici e familiari che battono la pubblicità tradizionale, confermando così l’importanza nella gestione [o nel favorire ] il word of mouth da parte delle aziende.
 
Il passaparola viene utilizzato per l’abbigliamento nel 32% dei casi, il cibo [16%], libri & riviste [16%], toiletry e beverage [12%]; sale decisamente l’influenza per gli acquisti importanti come evidenziato nella tabella sottostante:
 

Elettrodomestici
35%
Telefoni
29%
Automobili
28%
Viaggi
27%
Computer
17%
Mobili
16%
Banche
13%
Servizi Finanziari
13%

 
[Fonte: Ipsos-Asi]
 
Alcune brevi considerazioni di fondo a commento dei dati mi sembrano “doverose”.
 
La pubblicità tradizionale funziona ed è quasi la prima fonte di influenza/consultazione negli acquisti quotidiani; mi sembra assolutamente opportuno segnalarlo poiché spesso avverto un atteggiamento fideista ed esclusivo da parte degli specialisti del wom.
 
Sia per gli acquisti quotidiani che per quelli importanti il passaparola assume un ruolo fondamentale laddove i beni o servizi abbiamo in termini di categorie merceologiche, alternativamente, un elevato costo economico [elettrodomestici], un elevato contenuto di rappresentazione del sé in ambito sociale [automobili, telefoni, abbigliamento] o la necessità di “expertise” specifico [viaggi & computer].
 

Sperimentare è lecito, misurare i risultati è doveroso, tenere conto di questi due piccoli paletti soprariportati è, probabilmente, opportuno.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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