Riscossione tributi, quasi completa la riforma: obiettivo efficienza

Quasi in porto la riforma della riscossione crediti tributaria. Il Sole di oggi dedica due intere pagine alla faccenda, che risulta decisamente interessante

Quasi in porto la riforma della riscossione crediti tributaria. Il Sole di oggi dedica due intere pagine alla faccenda, che risulta decisamente interessante.

Il primo ottobre il sistema entra in mani pubbliche che, promette il progetto sulla carta, non agiranno con minore efficienza. Riscossione spa, infatti, sarà controllata dalle Agenzia delle entrate, ma avrà una temibile arma per assolvere il suo compito: potrà accedere direttamente ai dati dei contribuenti attraverso le loro transazioni finanziarie registrate dalle banche, dalle poste o da ogni altro intermediario.

La holding Riscossione spa coordinerà la gestione dei concessionari di riscossione pubblica entrati a far parte del suo consorzio. La società ha già deliberato a febbraio un aumento di capitale di 144 milioni di euro, per avere le risorse sufficienti ad acquisire quote di controllo nei singoli concessionari.

Una nazionalizzazione di mercato, insomma, complementare alla riforma che ha recentemente obbligato tutti i possessori di partita iva ad aprire un secondo conto corrente dedicato specificamente alle transazioni legate all’attività professionale.
Qualche maligno ha interpretato la faccenda come un regalo ad alcune banche, tanto amiche del professore. D’altra parte il raddoppio dei costi non è piaciuto a molti. La stima dei soldi potenzialmente recuperabili con questa operazione però è promettente e non appare gonfiata: 1,5 miliardi in tre anni. Se davvero rientrasse dall’evasione questa cifra, forse il gioco varrebbe la candela.

Staremo a vedere. Intanto, il sistema integrato dei dati personali si fa sempre più stringente, e il suo cerchio intorno alle persone sembra sempre più piccolo. Speriamo che i benefici siano maggiori dei danni.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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