Benetton: inizia la riorganizzazione aziendale

Non poteva esserne assente. La famiglia Benetton ha deciso di non rimanere a guardare di fronte alla girandola di ipotesi e nuovi piani che Tronchetti Provera sta portando avanti

Non poteva esserne assente. La famiglia Benetton ha deciso di non rimanere a guardare di fronte alla girandola di ipotesi e nuovi piani che Tronchetti Provera sta portando avanti. La giornata per loro comincia più che bene e in queste ore guadagna il 5,46%.

D’altra parte, ieri Gilberto Benetton era presente al cda della grande trasformazione. Edizioni holding, il gioiello di famiglia, infatti possiede il 60% di schema28, che a sua volta possiede l’8,9% di Olimpia, holding che controlla il 18% di Telecom Italia.

Per ora i Benetton stanno alla finestra. La riorganizzazione di Telecom in due società distinte, la rete e il mobile, ha ottenuto l’approvazione unanime del consiglio e per ora la linea ufficiale è quella di evitare cessioni. Tutto è ancora da definire, o quantomeno da rendere noto. Ma Benetton ha già annunciato di non escludere la possibilità di rafforzare la propria partecipazione nella società di comunicazioni.

E, già che ci siamo, ha annunciato anche una generale riorganizzazione del proprio portafogli di partecipazioni. Attualmente a Schema28 (controllata da Edizioni Finance) fanno capo, direttamente e indirettamente, tutte le attività del gruppo: Autostrade, Telecom, Adr (Aeroporti di Roma), Sagat (Aeroporto di Torino), Adf (Aeroporti di Firenze), Grandi Stazioni, Autogrill e la United Colors of Benetton.

Da ieri appare chiaro che i Benetton hanno intenzione di ristrutturare il gruppo dividendolo in due tronconi: le infrastrutture da una parte e le attività commerciali dall’altro. Un’ipotesi in circolazione suggerisce anche l’ingresso di una banca (Capitalia, Unicredit o Mediobanca) nella partita delle autostrade, a dare una spallata alla difficile situazione legata allo scontro col governo sulla fusione Auto-Abertis.


In mattinata, oggi, la prima conferma: creata una nuova holding, nella quale confluiranno le partecipazioni del settore utilities e infrastrutture attualmente nel portafoglio di Edizioni. Schema28, Olimpia (Telecom), Grandi Stazioni, Sagat e Investimenti Infrastrutture (Gemina).

Edizioni Holding manterrà le partecipazioni nel settore commerciale: Autogrill e United Colours, oltre agli altri 21Investimenti tra settore immobiliare, agricolo, alberghiero e sportivo, e le partecipazioni finanziarie: Generali, Pirelli, Rcs.

Spina nel fianco rimane però la vicenda della fusione Autostrade-Abertis. Di Pietro, per parte sua, insiste nel tentativo di bloccare l’operazione. Il nuovo strumento a disposizione sono gli inadempimenti che lo Stato potrebbe contestare alla società rispetto agli obblighi sottoscritti insieme alle concessioni. I mancati investimenti per due miliardi di euro da parte di Autostrade consentirebbero allo Stato forse persino la revoca della concessione. A questo proposito ieri il ministro ha incontrato alcune associazioni di consumatori, per verificare se l’articolo 1467 del codice civile (che prevede la risoluzione di un contratto in caso di inadempimenti) sia applicabile a questa situazione. Difficile capire come finirà, l’ipotesi più probabile realisticamente è quella di un compromesso. È sul genere di compromesso che ancora è nebbia fitta.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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