Paura di attentati: è possibile ottenere il rimborso del biglietto?

Tralasciando un discorso diverso, di tipo etico, la domanda é la seguente: in caso di mancato utilizzo del biglietto aereo é lecito aspettarsi il rimborso del biglietto?

Sono passati 5 anni da quel giorno. Parliamo ovviamente dell'11 settembre, una data che é rimasta indelebilmente scolpita nella nostra memoria. Il giorno che ha cambiato il mondo e il rapporto che abbiamo con l'informazione. Quelle scene mostruose, mandate in onda a ripetizione, minuto dopo minuto, davanti ai nostri occhi di spettatori inerti e spaventati, quelle immagini, probabilmente, non le dimenticheremo mai.

Ne parliamo per commemorarne l'anniversario ma anche per un altro motivo: l'argomento é il rimborso del biglietto sui viaggi annullati a causa degli attentati terroristici, oggi più che mai, drammatica realtà.

Tralasciando un discorso diverso, di tipo etico, la domanda é la seguente: in caso di mancato utilizzo del biglietto aereo é lecito aspettarsi il rimborso del biglietto?

Durante l'ultimo sventato attacco del 10 agosto, erano in migliaia a dover partire per Londra . Chi è rimasto a terra se la dovrà vedere con l'incognita rimborso sì o no?

Secondo il Codacons i consumatori che, a seguito di quanto accaduto, erano rimasti a terra potevano richiedere ed ottenere le seguenti modalità di protezione:


Nessuna penale, infatti, doveva esser prevista nel caso in cui il turista rinunciasse ad un viaggio a causa di emergenze legate al terrorismo. A dirlo era una sentenza del 2004 che affermava il diritto alla paura da attentati e l'obbligo della restituzione da parte dell’Agenzia di Viaggi di quanto pagato.

Secondo Stefano Landi, segretario generale della Fiavet, invece non esistono gli estremi per un rimborso automatico del biglietto se non c'è rischio sulla destinazione (a Londra per la Farnesina non c’era). Le cancellazioni di voli per motivi di forza maggiore vengono coperte dalle compagnie attraverso le riprotezioni: chi non è partito la mattina, parte il pomeriggio". Ammesso che, in questo clima, la gente abbia voglia di partire. Visto che c'è la causa di forza maggiore, non può essere invocato il mancato imbarco.

E' un po' come se Linate fosse chiuso per nebbia. A nessuno verrebbe mai in mente di chiedere e quindi di ottenere il rimborso del viaggio".

Anche la Astoi (associazione tour operator italiani) sostiene che non ci sono gli estremi di un rimborso. Chi, se già in possesso di prenotazione e pagamento, non ha voluto più, per paura o per timore di possibili disagi, recarsi nella capitale inglese non ha diritto a risarcimenti da parte dei tour operator.

Solo nel caso di una partenza ritardata come era accaduto a "non più di 400" turisti italiani che aspettavano ai gate degli aeroporti in attesa che venisse confermato il loro volo, solo in questo caso la Astoi ha assicurato un risarcimento per il giorno di vacanza perso.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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