La corruzione? Ci costa il 2% del Pil

Legalità. Una proposta di legge estende a questo reato il sequestro e la confisca dei beni

Le cronache di questi anni hanno confermato che la corruzione nel nostro Paese non è rimasta limitata al periodo di "Tangentopoli", non si è trattato di un fenomeno, che ha investito politica e la pubblica amministrazione, che ci si è lasciati alle nostre spalle. I dati a nostra disposizione, al contrario, dicono che il costo della corruzione in Italia è pari a settanta miliardi di euro, circa il 2,5% del PIL. Nella classifica mondiale sulla trasparenza, stilata da Trasparency International, l'Italia è al quarantunesimo posto nel mondo e penultima (appena sopra la Grecia) in Europa.

Sanità, lavori pubblici, licenze ed autorizzazioni sono i principali settori ed i campi nei quali la corruzione maggiormente si esercita inquinando la politica e la pubblica amministrazione, sottraendo risorse ai cittadini ed all'intera società, rappresentando un costo sempre più ingiusto e insopportabile per il nostro Paese. Per prevenire e combattere meglio questo fenomeno l'associazione Cittadinanzattiva ha pensato di proporre l'estensione ai reati di corruzione del sequestro e della confisca, nonché del loro utilizzo sociale, dei beni frutto di tali reati, misura già positivamente sperimentata nella legislazione antimafia.

Quella della confisca dei beni e del loro utilizzo a fini sociali è stata ed è una misura che funziona. Funziona dal punto di vista simbolico perché contribuisce a restituire il "maltolto" ai cittadini aggredendo le ricchezze accumulate illegalmente, e funziona dal punto di vista concreto perché sono oramai decine le associazioni e le cooperative che svolgono la loro attività utilizzando i beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali. Se ha funzionato nei confronti della mafia, a maggior ragione può funzionare nei confronti del sistema della corruzione del nostro Paese, rappresentando altresì un potente deterrente.

Per questi motivi, raccogliendo l'invito di Cittadinanzattiva, ho presentato in Senato la proposta di legge "in materia di estensione delle ipotesi di sequestro e confisca dei beni per taluni diritti contro la pubblica amministrazione e loro uso sociale", a cui hanno aderito, sino ad ora, altri ventisei colleghi senatori di diverse forze politiche. Dopo i cinque anni di "berlusconismo" nei quali la maggioranza di centrodestra ha cercato di "legalizzare" e rendere socialmente accettabili comportamenti illegali e veri e propri reati, ora tocca al centrosinistra rilanciare una battaglia per la moralizzazione della vita pubblica e la trasparenza nella pubblica amministrazione.

*Senatore Ulivo





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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