Decreto Bersani: si ritorna indietro? Già i primi cedimenti?

'Cambiare tutto per non cambiare nulla!'

"Cambiare tutto per non cambiare nulla!"

E alla fine, come da copione, si torna indietro. L'Italia, si sà, é un Paese che poco si presta alle novità (siano esse di destra o di sinistra) e come ci si poteva già immaginare tutto si é risolto nel solito teatrino di "Casa nostra".

In particolare a sollevare il polverone questa volta ci hanno pensato, oltre i tassisti, quelli della sinistra radicale (PRC) nelle parole di Boghetta secondo il quale "Il decreto in merito al settore trasporti ed ai taxi va rivisto." (leggi)

Secondo "Rifo" occorre separare le liberalizzazioni che riguardano le professioni dagli interventi che riguardano il lavoro, anche di artigiani come di taxisti.

E' necessario difendere poi "La qualita' del lavoro" ha ripreso Boghetta "Qualità del lavoro che non é indifferente per aver servizi buoni e sicuri. In particolare va cancellata la norma che introduce l'impresa nel settore (ma come l'artigiano non é imprenditore?) in quanto non abbassa le tariffe, introduce la logica degli oligopoli e, al contrario, precarizza il lavoro."


L'aumento dell'offerta di servizio, secondo Rifondazione, quando é davvero necessaria, deve avvenire legando la quantificazione dell'offerta dei servizi a criteri "oggettivi" come popolazione, attività economiche e turistiche, tipologia del territorio, ed attraverso dei bandi pubblici che rispettino il principio di "una testa una licenza".

Benvenga un maggior utilizzo dell'auto con collaboratori familiari o coadiuvanti che, non vadano, oltre il part-time, per creare per questa via l'impresa.

Per Boghetta il decreto sulle liberalizzazioni va rivisto perché anche se inserito nel programma elettorale dell'Unione é stato frutto di una "forzatura" riconosciuta da altri partiti (Ds, Margherita, Verdi, Udeur).

Decisamente contrario Bonanni (segretario Cisl, leggi) secondo cui la situazione del settore "é una porcheria". Le licenze sono poche e non ne vengono concesse di nuove, risultato le poche che ci sono vengono vendute anche a 200mila Euro. Ecco spiegato il perché, secondo Bonanni, delle tariffe troppo alte. Il decreto va nella direzione giusta.

Il Codacons intanto é "sceso in campo" contro i primi segnali di debolezza da parte di Bersani sul tema Taxi dopo l'incontro avvenuto con le organizzazioni dei tassisti.
Si va nella direzione "un titolare di licenza-un taxi". Bersani ha infatti congelato la norma sulle licenze aggiuntive, ma in cambio vuole altre proposte per "garantire più flessibilità nel servizio". Più taxi in strada. Turni flessibili (prolungati nei giorni delle fiere), auto in strada più ore al giorno con un secondo autista (un familiare) e la richiesta di nuove corsie preferenziali, unico mezzo per far calare le tariffe. "Per far spendere meno i clienti bisogna che il tassista recuperi incassi facendo più corse" spiega Salvatore Luca dell'Unione artigiani.

"L'abolizione del cumulo delle licenze può andare bene solo a determinate condizioni - afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi - E cioè all'impegno dei tassisti ad accettare sconti liberi sulle vetture come avviene in molti altri paesi d'Europa, sconti che devono essere segnalati sui taxi e ben visibili dall'esterno. Un'altra misura che i tassisti devono accettare se vogliono abolire il cumulo delle licenze è l'eliminazione di quell'odiosa tassazione per la quale il taxi, una volta chiamato, arriva a prelevare il cliente con il tassametro che segna già diversi euro. Il tassametro al contrario - prosegue Rienzi - deve partire solo dal momento in cui l'utente sale a bordo dell'auto". Sì alla liberalizzazione dei turni dei tassisti, purchè vi siano minimi garantiti negli orari più difficili come la notte o i festivi.

Insomma, cosa si é risolto?

Le licenze restano uguali!

Le tariffe non si toccano!

Forse turni flessibili e la possibilità di far lavorare anche i familiari (impresa familiare?).

Quindi, a detta di alcuni, i taxisti sono artigiani ma non sono imprenditori, vanno trattati come degli operai ma guadagnano il triplo. Possono far lavorare i familiari ma non devono per forza abbassare le tariffe (a meno che non si facciano altre corsie preferenziali).

E poi qualcuno ha il coraggio di venire a dire che i tassisti non sono un gruppo di interesse (o lobby per usare un pò di inglese).

Leggetevi allora la definizione di "gruppo di interesse" e poi forse allora ne riparliamo.

Qualcuno a sinistra ha le idee un pochetto confuse ?

Cambiare tutto per non cambiare nulla disse il Gattopardo








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su