Quante sono le donne che ricoprono ruoli ai vertici aziendali e in politica nel mondo?

Società. Il genere femminile è sottorappresentato in politica. L’Italia occupa il 48mo posto. Primo il Rwanda. Peggio di noi solo la Francia

Uno studio dell’Università di Stoccolma e della società “International Idea” stila la classifica delle prime cento nazioni con il maggior numero di rappresentanza femminile in politica. Italia al 48mo posto.

Si torna a parlare di quote rosa, ma stavolta attraverso i dati registrati da un monitoraggio effettuato dall’Università di Stoccolma e da International Idea, l’Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale. E la classifica che ne viene fuori riserva numerosissime sorprese a partire proprio dalla prima posizione, incredibilmente occupata da una nazione africana, il Rwanda, con 39 donne elette su 80 parlamentari (48,8%); un risultato non tanto dovuto agli efferati eccidi di milioni di persone nel corso dello scorso decennio (che tra l’altro ebbero anche molte donne tra le vittime), quanto figlio di un rigorosissimo regolamento in fatto di quote rosa, applicato senza riserve. Segue un paese europeo, la Svezia (45,3 %), poi subito un’altra sorpresa, il Costarica, con 22 donne su 57 scranni a disposizione (38,6%).

Sempre in Europa, come era facile prevedere è stato sostanziale il salto della Spagna rispetto al 2001 (anno dell’ultimo rilevamento), oggi al settimo posto con il 36%, anche se ancora indietro rispetto a Norvegia e Danimarca (38,6 e 37,7%). Sono dunque i paesi scandinavi a farla da padrone nel vecchio continente, mentre i Paesi Bassi si collocano appena prima e subito dopo gli stessi spagnoli (Olanda 36,7%, Belgio 35,3%).
Pur con un discreto 31,8%, la Germania di Angela Merkel viene superata addirittura da altre due nazioni africane, il Mozambico e il Sud Africa, rispettivamente al decimo e dodicesimo posto con il 34,8 e il 32,8%. Il dato più interessante, e sicuramente da studiare e approfondire con particolare attenzione, riguarda proprio quello relativo al continente nero, che vede numerosi dei suoi stati prevalere in questa speciale classifica, rispetto ad altri del cosiddetto “primo mondo”, o mondo civilizzato. Basti soltanto pensare all’Italia che, oltre dai già citati, viene avanzata anche da Burundi (30,5%), Tanzania (30,4%), Namibia (26,9%), Uganda (23,9%), Tunisia (22,8%), Eritrea (22%), Etiopia (21,2%), Senegal (19,2%), Guinea Equatoriale (18%).

Il nostro paese si trova dunque malinconicamente al 48mo posto con un misero 17,3%, alla pari con Repubblica Domenicana e Slovacchia; una percentuale frutto delle 109 donne sui 630 tra deputati e senatori, che nelle ultime elezioni politiche è andata migliorando la 66ma posizione raggiunta dopo la consultazione del maggio del 2001, quando a prevalere fu la coalizione di centrodestra. Una situazione francamente imbarazzante, che visti i rilevamenti di questa ricerca non ci consente neanche di definire da terzo mondo.
Né può essere di conforto il fatto che poco prima delle ultime classificate (il Bangadesh e l’Egitto con il 2%), sorpresa tra le sorprese si trovi nientemeno che la Francia, addirittura 70ma con un vergognoso (è proprio il caso di dirlo) 12,1%, cioè a dire solo 70 donne su 577 posti a disposizione.
Libertà, uguaglianza e fratellanza sì: ma vale solo per i maschi?





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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