Generali ha acquistato Toro Assicurazioni. Alcune considerazioni

Generali con l’acquisto di Toro è appena diventata la prima compagnia assicurativa nel ramo danni in Italia e ha raddoppiato la quota di mercato nel segmento retail

Generali con l’acquisto di Toro è appena diventata la prima compagnia assicurativa nel ramo danni in Italia e ha raddoppiato la quota di mercato nel segmento retail; l’operazione però ha destato più di qualche perplessità tra gli esperti e sembra anche essere stata bocciata dal mercato che registra perdite del titolo del Leone pari a l’1,8% circa. Come mai? Abbiamo chiesto a un analista di una primaria sim straniera che segue le gesta di Bernheim.

Il primo dubbio che ci è venuto in mente è stato questo: ma non è che Generali ha comprato Toro per reagire alle conquiste svizzere di Axa e agli acquisti delle minorities di Ras da parte di Allianz? Non è che crescevano troppo i gruppi europei? Secondo l’analista senza dubbio i due fattori hanno un peso, ma non sono la vera ragione dell’operazione per almeno due motivi. Il primo è che comunque a livello europeo Generali è tra i giganti e cane non mangia cane, al più si fa un matrimonio, ma non si fanno attacchi: sarebbero bocconi troppo grossi da digerire.

Il secondo motivo è più sibillino. In realtà sembra che il leone di trieste volesse cogliere un’occasione irripetibile che le avrebbe permesso di raggiungere la leadership nel settore danni. “Probabilmente qualcuno stava facendo troppi ordini su Toro che è di fatto l’unica compagnia assicurativa italiana che era davvero sul mercato e il management ha agito d’istinto”. Insomma si sarebbe trattato di un “meglio noi che loro”.

Tutto questo giustificherebbe, ma solo in parte, i due più grossi difetti dell’operazione: il prezzo troppo alto pagato alla De Agostini (3,85 miliardi circa in caso di vendita integrale del suo pacchetto azionario) e soprattutto quella rinuncia al buy back da 1,8 miliardi a cui Generali ha rinunciato e che tanto piaceva agli analisti.

Brutte cose che però potrebbero, in parte, essere compensate dalle sinergie che il Leone di Trieste ha annunciato al mercato. Peccato che non tutti credano che il nuovo acquisto abbia un effetto positivo sui conti per 180 milioni e che porti ricavi in più per 70 milioni. Ma questo potrà dirlo solo il tempo.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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