Bill Gates si ritira. Alcune considerazioni sul futuro di Microsoft

Quando grandi personaggi, spesso amati e anche odiati, come Bill Gates indicano la via dell'uscita dalla grande scena mondiale, scatta per forza un momento di riflessione

Quando grandi personaggi, spesso amati e anche odiati, come Bill Gates indicano la via dell'uscita dalla grande scena mondiale, scatta per forza un momento di riflessione.

Finisce l'era Gates, entro due anni pur mantenendo il ruolo di Chairman, uscirà dalla gestione quotidiana passando progressivamente le responsabilità ai suoi collaboratori; il suo amico di mille avventure Steve Balmer dovrebbe rimanere CEO.

I mercati non l'hanno presa male, gli analisti continuano, anche dopo la notizia, a dare fiducia a Microsoft e rispetto al valore attuale del titolo intorno ai 22 dollari, molti si prefiggono un target a 32 e oltre. Però la sfida che aspetta Microsoft potrebbe essere epocale e lo stesso Gates ha spesso detto che anche Microsoft, ad un cambiamento di paradigma, avrebbe potuto diventare preda da predatore, e questo potrebbe ora accadere.

Infatti il paradigma tecnologico si sta spostando verso le applicazioni asp basate sulla rete e in questo campo sia Google che Apple appaiono più avanti di Microsoft, soprattutto non ricoprono anche quel ruolo di massimo esponente del paradigma precedente che, bene o male, rappresenta un freno allo sviluppo accelerato verso le nuove frontiere.

Per quanto riguarda Bill Gates non ci piace immaginare che esca dalla scena perchè di fronte ad una sfida tanto eccitante e rischiosa, ma bensì perchè si apre per lui una nuova fase di vita.


Compiuti i 50 anni ha deciso di dedicarsi alla sua fondazione e alle attività di beneficenza, alle quali ha già versato il 52% del suo patrimonio - ma prima ci dovrà dimostrare di saper gestire una fase di transizione non facile, nella quale non si perda il valore che ha costruito.

Sono fasi sempre difficili, spesso traumatiche, basta guardare nel nostro giardino domestico: il passaggio generazionale degli Agnelli ha portato una lunga fase di sbandamento del Gruppo Fiat, la famiglia Mondadori che ha dovuto cedere il controllo delle proprie aziende, Cecchi Gori con tutti gli strascichi giudiziari. Forse solo il passaggio da Carlo a Rodolfo De Benedetti sta avvenendo in questi anni senza traumi.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su