Presentami un amico: una stratagie che può funzionare anche nel B2B tra imprese

Di promozioni 'Presentami un amico' e in generale di tattiche di 'member to member' in questi ultimi anni se ne sono viste parecchie

Di promozioni "Presentami un amico" e in generale di tattiche di "member to member" in questi ultimi anni se ne sono viste parecchie.

Obiettivo: facilitare il passaparola tra i consumatori.

Se ne è parlato un pò ovunque, anche in un bel post dell'amico Gianluca e anche qui. Concordo sul fatto che questo tipo di tattica non possa in alcun modo forzare il passaparola, ma possa essere efficace solo nell'accelerarlo, sensibilizzando il consumatore a "diffondere il verbo".

Personalmente però non credo che le attuali operazioni, basate su sconti, mesi gratis d'abbonamento o cose del genere siano la scelta migliore.


Ecco perchè "Presentami un amico", tipicamente del B2C per me può funzionare anche nel B2B. La verità è che il passaparola funziona quando un'impresa riesce a sorprendere il Cliente, riesce ad esaltarlo e a coinvolgerlo emotivamente, oltre che naturalmente a soddisfarlo e questo non vedo il perchè dovrebbe succeddere solo nel B2C.

Nel B2B sembra incredibile che un manager decida di consigliare un servizio ad un collega di un'altra azienda per un sconto? Lo è? Ma a mio avviso, l'effetto non è tanto diverso nel B2C!

Cosa offrire in cambio del passaparola allora? Un maggior coinvolgimento nella brand experience: la partecipazione allo sviluppo di prodotto, un set
di funzioni esclusive, qualcosa insomma che possa coinvolgere maggiormente  il consumatore e continuare ad esaltarlo.

Oppure cambiare approccio, semplicemente non offrirgli nulla e sensibilizzarlo alla diffusione del verbo con una comunicazione del tipo

Why not?
Consiglia .... ai tuoi colleghi!





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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