Cure mediche e interventi chirurgici all'estero possono essere rimborsate. E in Italia?

Le cure all'estero possono essere rimborsate! Lo ha deciso la Corte di Giustizia europea

Le cure all'estero possono essere rimborsate!

Lo ha deciso la Corte di Giustizia europea che ha nel contempo stabilito che anche quando la cura é praticabile nel proprio Paese ci si può far curare in un'altro qualsiasi dei paesi Ue e si ha diritto al rimborso!

Unica condizione é che la ragione del trasferimento sia dovuta ai tempi di attesa troppo lunghi.

Tuttavia le autorità responsabili del servizio sanitario nazionale devono prevedere meccanismi di assunzione degli oneri finanziari delle cure ospedaliere fornite in un altro Stato membro a pazienti ai quali il detto servizio non sarebbe in grado di fornire il trattamento richiesto in un tempo accettabile sotto il profilo medico".

E in Italia?


In Italia si fa fatica a spostarsi da una Regione ad un altra.

Sono infatti sempre più numerose le segnalazioni di cittadini (in particolare gli anziani che trascorrono parte dell'anno presso figli in altre regioni o altri distretti sanitari) vedono non riconosciuta o limitata l'assistenza. Questo non è in linea con quanto previsto dall'Accordo stipulato Stato-Regioni-Province del 2003, con il quale si dispone che è possibile ottenere assistenza sanitaria per motivi di studio, lavoro o assistenza in qualsiasi regione d'Italia. Il tutto con la più ovvia delle conseguenze, molti cittadini pagano di tasca propria gli anticipi ed aspettano i rimborsi (con tempi mooolto lunghi!), i pochi che possono permetterselo, invece, evitano procedure lunghe ed estenuanti e pagano di tasca loro.

Come possiamo leggere sul sito di cittadinanza attiva, in Italia, si allungano i tempi di attesa per una prestazione diagnostica, così come per gli interventi chirurgici, mentre si segnala un crescente ricorso alla spesa privata per tutelare la propria salute.

365 giorni per una mammografia, 350 per una ecografia mammaria e 360 per una addominale; 365 i giorni di attesa anche per l’ecodoppler cardiaco. L’ attesa massima per una protesi d’anca (é il caso della signora Watts) o un intervento al femore tocca i 550 giorni (l’attesa media è di 180), per l’estrazione di un dente del giudizio 365 giorni, e così via...

I flussi migratori: verso nord da altre Regioni del nord (15,0%), dal centro (37,7%), dal Sud e dalle isole (47,4%). Verso il centro da altre regioni del centro (il 59,7%), dal sud e dalle isole (il 36,3%), pochissimo dal nord (4,0%). Nessuno si reca al sud o nelle isole per ottenere cure migliori e anche la mobilità interna alle regioni meridionali è molto bassa. Quasi la metà (45%) si sposta per un intervento chirurgico.

Il tutto con ovvie ripercussioni sulla salute delle Regioni, generalmente quelle del mezzogiorno. Come si apprende da questa Ansa, la mobilità sanitaria, meglio conosciuta anche come 'viaggi della speranza', é costata alle regioni visitate circa 800 milioni di euro, di cui 246 milioni riferiti alla Campania, 202 alla Sicilia, 166 alla Calabria e 84 alla Puglia, solo nel 2003.

''Questi viaggi vengono fatti non solo per ricevere prestazioni di alta specialità e oncologia - spiega Carella - presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale - ma anche per semplici prestazioni di routine."

Un problema che tradisce un bisogno di salute che non trova risposte (leggi però un vecchio post) e causa un impoverimento di risorse economiche per i sistemi sanitari meridionali e l'interna economia del mezzogiorno.

Se ci si cura, emerge, sono problemi o per il portafoglio del paziente o alternativamente per quello dello Stato!

Si pone il solito nodo gordiano: Devolution o no?





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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