Poste italiane: la quotazione in Borsa potrebbe avvenire a Luglio

L’amministratore delegato di Poste italiane Massimo Sarmi, ha dichiarato che la società sta aspettando l’assestamento del nuovo ministero per poter poi avviare con il Tesoro i colloqui necessari per una eventuale quotazione.

L’amministratore delegato di Poste italiane Massimo Sarmi, ha dichiarato che la società sta aspettando l’assestamento del nuovo ministero per poter poi avviare con il Tesoro i colloqui necessari per una eventuale quotazione. Il progetto di quotazione potrebbe essere affrontato per Sarmi in occasione del piano di sviluppo che verrà presentato a luglio.

La società ha presentato oggi i risultati 2005.

Per il quarto esercizio consecutivo il Gruppo Poste Italiane è in crescita: “Il 2005 è stato un altro anno record per la Società, grazie ai risultati straordinari nel settore finanziario, a un grande lavoro sul fronte dell'innovazione dei prodotti e dei servizi e a forti investimenti nelle infrastrutture e nelle nuove tecnologie Risultati che pongono Poste Italiane fra i primi operatori postali in quanto a redditività" ha dichiarato l'amministratore delegato Massimo Sarmi aggiungendo poi "il primo trimestre è andato bene, con un aumento significativo della redditività. Se questi ritmi verranno mantenuti, anche quest'anno si prospetta davvero interessante".

Ma quanto potrebbe essere interessante per l’investitore comprare il titolo Poste Italiane, una volta che questo fosse quotato (e non è detto che lo sarà solo in Italia, potrebbe approdare contemporaneamente su più piazze finanziarie).

Per avere una idea del potenziale può essere interessante dare uno sguardo al titolo di Deutsche Post


In termini grafici si osserva da un lato una tendenza positiva (il 20 aprile 2005 il titolo quotava 18,70, ieri 20,93), dall'altro una situazione di forza relativa rispetto all'indice Eurostoxx sostanzialmente neutrale. Non si tratta di certo di un affare come per i titoli del comparto energetico, ma in ogni caso il titolo non appare particolarmente rischioso, adatto quindi ad un risparmiatore "tranquillo". Aspettiamo quindi nuovi sviluppi per approfondire il tema.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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