Tasse in leggero calo in Italia. Difficile da credere, ma è vero!

Difficile da credere, se non l'avesse scritto l'OCSE nella sua pubblicazione di fine marzo 2006

Difficile da credere, se non l'avesse scritto l'OCSE nella sua pubblicazione di fine marzo 2006, che regolarmente opera un monitoraggio su 30 Paesi industrializzati, prevalentemente europei ma che include anche USA, Australia, Nuova Zelanada, Giappone e Corea del Sud.

Il peso fiscale derivato dalle tasse sui redditi e da quello per contributi sociali risulta essere molto elevato in Europa, con valori particolarmente elevati, nel caso del singolo lavoratore senza famiglia, in Belgio (con il 55.4%) e Germania (51.8%). Incredibilmente bassi Corea del sud (17.3), Messico (18.2) e Nuova Zelanda (20.5%).

Emerge quindi un quadro molto variegato delle imposizioni nei diversi Paesi, in parte spiegato dai diversi modelli di assistenza sociale, in alcuni casi a carico della funzione pubblica (prevalentemente in Europa) e in altri casi delegato alle scelte individuali (come negli Stati Uniti).

E l'Italia come si comporta ? Vengono illustrati tre casi diversi. Per una famiglia con due bambini e un solo genitore lavoratore il peso è al 35% dal 38% dell'anno 2000. Il Single invece ha visto il suo alto onere passare dal 46.4 al 45 %. Il lavoratore single con invece un reddito pari ai due terzi della media (quindi inferiore alla media) ha goduto di un calo dal 43.1 del 2000 al 41.7 del 2005. Sembra quindi che l'Italia, a differenza di altri Paesi dove le politiche si sono concentrate a dare maggiore sollievo alle fasce più basse, abbia invece concentrato gli sforzi per supportare il ceto medio con famiglia.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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