I diritti negati dei lavoratori atipici dai contratti a progetto ai collaboratori occasionali

Il motivo é semplice: si tratta di una categoria sottopagata e quasi priva di garanzie e tutele

Tra le ipotesi avanzate dal nuovo governo per controbilanciare la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale, vale a dire la differenza tra lo stipendio netto percepito da un lavoratore dipendente e il costo effettivo di ciascun salario per il datore di lavoro, una riguarda l'innalzamento dell'aliquota versata dai lavoratori atipici, dal 20 al 33%.

Questa proposta é già stata discussa e bocciata dal Nidil, quando se ne é parlato a proposito del tema pensioni.

Il motivo é semplice: si tratta di una categoria sottopagata e quasi priva di garanzie e tutele, quindi l' innalzamento dei contributi a carico degli atipici renderebbe ancora più difficile la loro sopravvivenza, già piuttosto precaria.

Si tratta di un mondo variegato: dai cococo ai mini-cococo, dai collaboratori a progetto ai collaboratori occasionali e via discorrendo.

I più vulnerabili sono senza alcun dubbio i collaboratori occasionali che, spesso, tanto occasionali non sono: costretti a lavorare senza alcun tipo di contratto, spesso soggetti ad improvvisi ed ingiustificati cambiamenti degli accordi presi, sottopagati e talvolta- capita raramente ma succede- nemmeno retribuiti.


Se ad un certo punto si stancano di lavorare a condizioni assolutamente insostenibili e cercano di arrivare ad un accordo meno iniquo, vengono accusati di scorrettezza e scarsa professionalità e il più delle volte privati del lavoro da un giorno all'altro, solo perché si sono ribellati ad evidenti ingiustizie.

Non fanno notizia, perché si tratta di cittadini italiani (la maggior parte laureati) e non di extracomunitari senza permesso di soggiorno, ma assai di frequente - esistono per fortuna anche datori di lavoro onesti e corretti- vengono sfruttati esattamente nello stesso modo e sottopagati esattamente nella stessa misura. Innalzare l'aliquota a carico di questa categoria di lavoratori non é forse la soluzione più giusta al problema dell'abbassamento del cuneo fiscale








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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