Conti bancari online: gli italiani non si fidano

Secondo una ricerca dell'Centro studi dell'Associazione bancaria italiana sul mercato dell'internet banking, è emerso che su 6 milioni di italiani che hanno un conto on line solo 3 milioni sono gli utilizzatori assidui.

Secondo una ricerca dell'Centro studi dell'Associazione bancaria italiana sul mercato dell'internet banking, è emerso che su 6 milioni di italiani che hanno un conto on line solo 3 milioni sono gli utilizzatori assidui.

L''italiano tipo' che utilizza internet per gestire il proprio conto corrente ha in media meno di 45 anni, sempre piu' spesso e' donna e tiene costantemente sotto controllo i propri conti collegandosi al sito tre volte a settimana.

L'operazione che viene più spesso praticata con il pc di casa e' il bonifico, seguita dalla ricarica del cellulare e il pagamento delle tasse o di altre bollette.

Insomma un bilancio deludente per gli operatori che hanno investito sul web per rilanciare il mercato finanziario, complice il flop delle borse del 2000 e la crescita di attività illecite legate all'home banking (in primis phishing e skimming).

Possiamo così sintetizzare, prima di passare al dettaglio delle cifre, la percentuale di persone che possiede un conto on line, sul totale della popolazione italiana è di poco più del 10 per cento; ma fra costoro il 50% non lo utilizza affatto.


Peraltro dei 3 miloni di "assidui" due terzi svolgono via internet operazioni come pagamenti e investimenti, mentre i restanti (un milone di correntisti) utilizza internet prevalentemente per "vedere" sul proprio estratto conto tutte le informazioni relative alle operazioni fatte allo sportello.

Gli assidui dell'home banking visitano il proprio conto corrente on line tre volte a settimana, grosso modo una volta ogni due giorni, per consultare le informazioni dell'estratto conto o per fare operazioni.

Chi utilizza internet solo per informazioni, invece, solitamente accede al sito una volta a settimana.

In ogni caso, dunque, le "visite" sul conto corrente on line sono molto più frequenti di quelle allo sportello tradizionale, che normalmente non sono più di due al mese.

Queste le maggiori operazioni compiute: consultazione dell'estratto conto e delle altre informazioni relative al conto corrente (che non vengono comunque conteggiate nella ricerca) ci sono bonifici (lo fanno 8 correntisti su 10), seguiti dalle ricariche delle carte telefoniche (57%).

Molto diffuse sono anche tutte le altre operazioni di pagamento: bollettini o imposte (37%), pagamento delle utenze (30%), pagamenti tramite MAV e RiBa (28%).

Ma il settore del trading on line si dimostre decisamente minoritario, nonostante che lo sviluppo del commercio elettronico e della new economy sia considerato universalmente la chiave di volta dei principali investimenti sul web.

Le operazioni di investimento costituiscono appena il 17% del totale delle operazioni svolte dagli assidui, la ricarica delle carte prepagate (17%) e la prenotazione di assegni o valuta estera (10%) vengono poi a seguire.

Sta infine prendendo piede, con mille difficoltà e a passo di lumaca, anche via internet la richiesta di mutui o altri finanziamenti (lo hanno già fatto il 3% dei clienti).

In sostanza lo sviluppo del mercato dell'internet banking è decisamente fermo nel nostro paese.

Pochi sono infatti i correnti ad avere un conto accessibile via internet, e fra questi pochi coloro che effettuano con assiduità operazioni sul proprio conto.

Fra costoro, ancora meno quelli che utilizzano il conto per effettuare movimentazioni finanziarie.

Probabilmente, ma questo non si dice nella ricerca, l'incredibile crescita di attività illecite in danno di correntisti on line (in primis il phishing e lo skimming) hanno imposto una maggiore prudenza nei correnti, legata ad una naturale diffidenza verso le operazioni finanziarie svolte tramite web perchè, probabilmente, ritenute poco sicure.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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