Nuova classifica della nazioni top spammer

Secondo la nuova classifica realizzata da Sophos, diminuisce la produzione di spam negli Stati Uniti, mentre aumenta in Polonia, Spagna, Regno Unito e Italia

Sophos, azienda che si occupa di fornire soluzioni integrate per la gestione delle minacce informatiche, come virus, spyware e spam, per imprese, enti pubblici e istituzioni accademiche, ha da poco pubblicato il consueto rapporto sui primi 12 Paesi che hanno prodotto più spam nel primo trimestre dell’anno in corso. Per chi ancora non lo sapesse, lo spam è la posta commerciale non richiesta, l’equivalente elettronico della pubblicità indesiderata che riempie le cassette delle lettere, attività in forte aumento anche perché genera notevoli profitti.

In base alla classifica stilata dai SophosLabs analizzando tutta la posta indesiderata ricevuta dalla propria rete globale di trappole per lo spam, al primo posto figurano sempre gli Stati Uniti con il 23,1%, benché la percentuale di e-mail indesiderate inviate dai Pc di quel Paese stiano diminuendo. «Due anni fa, gli Stati Uniti producevano più di metà dello spam globale inviato in tutto il mondo, oggi ne producono meno di un quarto, a conferma che gli americani sono sempre più attenti all’esigenza di proteggere anche i propri computer domestici da attacchi maligni», ha affermato Walter Narisoni, Security Consultant di Sophos Italia. Non a caso, leggi come il Can-Spam Act e lo scambio di informazioni tra gli Internet Service Provider, hanno portato gli Stati Uniti a essere il primo paese a infliggere pene severe e multe per punire gli spammer.

La riduzione della produzione della posta indesiderata negli Stati Uniti, va in parallelo con un aumento dello stesso fenomeno negli altri Paesi. Dopo gli Stati Uniti, Hong Kong con il 21,9% occupa la seconda posizione, a seguire la Corea del Sud (9,8%), la Francia (4,3%), la Polonia (3,8%), la Spagna (3,3%). Interessante notare come il Regno Unito, che non era presente nella classifica nell’ultimo trimestre 2005, adesso occupa la decima posizione. A concludere il rapporto di Sophos, Taiwan che con una percentuale di spam equivalente all’1,8%, occupa la dodicesima posizione. Il nostro Paese si trova, invece, al tredicesimo posto con l’1,59% di e-mail indesiderate, in aumento rispetto al precedente trimestre. Infatti, nella scorsa classifica, l’Italia era inferiore di due posizioni, occupando il quindicesimo posto con una percentuale dell’1,1%. La Francia e la Polonia, hanno visto la loro percentuale di produzione di spam crescere negli ultimi mesi. Secondo una classifica più generale, l’Europa si trova in terza posizione, dopo gli USA che, in questo caso, sono preceduti dall’Asia che occupa la pole position con una percentuale di spam del 42,8%. A seguire il Sud America (5,1%), l’Oceania (0,8%) e l’Africa (0,6%).

«La maggior parte dello spam viene generata da computer zombie, Pc dirottati e infettati da codici maligni. Per superare questo fenomeno e farne veramente un elemento del passato, occorre una combinazione di tecnologia, azioni legali, cultura della sicurezza e cooperazione internazionale», ha sottolineato Narisoni e, per maggiore protezione, «È essenziale che gli utenti di tutto il mondo implementino migliori soluzioni di sicurezza per prevenire la trasformazione in zombie, e quindi in produttori di spam, dei loro Pc».





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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