Chi non si aggiorna in pubblicità cambi mestiere

La prima domanda posta è volta a verificare se la professione del pubblicitario oggi meriti di essere oggetto di ripensamento

di Maurizio Goetz

Umberto Galli Zugaro, titolare dell'omonima agenzia di pubblicita, risponde alle domande della rivista Adv diretta da Fabrizio Bellavista, che pubblica nel numero di febbraio/marzo 2006 un'inchiesta dal titolo: alla ricerca di una professionalità perduta?

La prima domanda posta è volta a verificare se la professione del pubblicitario oggi meriti di essere oggetto di ripensamento.

Umberto Galli Zugaro, ritiene che "l'aggiornamento nella nostra professione (il pubblicitario ndt) sia non solo una necessità ma un assoluto dovere. La comunicazione si evolve continuamente, atting ealla cronaca, al modo di vivere, segue o anticipa lemode, tiene conto di tutto quanto ci circonda, è camaleontica, si adatta ai tempi, ai costumi, invade spazi inconsueti, sfruttando ogni occazione per rendersi visibile, accettata, compresa e apprezzata.

Se chi la concepisce non si rende conto di tutto questo forse è meglio che cambi mestiere. Perché vuol dire che non è in sintonia nè con i tempi nè con le aspettative dei consumatori. Naturalmente di questo devono essere consapevoli anche i clienti. Non si tratta quindi di ripensare ma di essere aggiornati aggiornati e curiosi, capire che la vasta area della comunicazione non si limita più alle campagne pubblicitarie ma ad un giusto mix di attività che il pubblicitario deve conoscere e di cui deve essere regista ed interprete.

Quindi deve capire le nuove discipline, i nuovi sistemi e, se bravo ed informato, anticiparli divenenendone anche creatore.








Fonte: pubblicato il


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