Attenzione al prestito vitalizio: più debiti per tutti

Dopo la cessione del quinto dello stipendio,allargata a dipendenti privati, pensionati e lavoratori autonomi,l’ultima legge finanziaria ha istituito una norma sul prestito vitalizio ipotecario

Dopo la cessione del quinto dello stipendio,allargata a dipendenti privati, pensionati e lavoratori autonomi,l’ultima legge finanziaria ha istituito una norma sul prestito vitalizio ipotecario, a metà strada fra un prestito personale e il classico mutuo ipotecario, che consente : “finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali, riservati a persone fisiche con età superiore ai 65 anni compiuti”. Ipotecando le case dei vecchi,si possono ottenere somme – variabili a seconda dell’età del richiedente- fino al 50 per cento del valore dell’immobile di proprietà, per cure mediche o ausili ai figli, lasciando agli eredi il compito di restituirla, con i dovuti interessi e spese.

Adusbef e Federconsumatori,avevano criticato duramente una norma che espone gli anziani a possibili truffe ed abusi; successivamente anche l’Inps ha inviato una circolare che mette in guardia le famiglie da tali eventualità; oggi anche l’Osservatorio della Terza Eta’ (OTE), ha rilevato che tale norma rappresenta un buon affare, per le banche che acquisiscono una cospicua fetta di patrimonio immobiliare, erogando in media tali prestiti a tassi di interesse indicizzati tra il 6 ed il 6,5 per cento, con spese fisse determinate da una serie di clausole contrattuali capestro.

Una speculazione enorme che si abbatterà sugli eredi, che corrono il rischio di perdere il bene patrimoniale, perché impossibilitati a risarcire una somma di molto superiore a quella erogata. Dopo la firma del contratto l’immobile diventa, di proprietà della banca, perché sarà vietato sub affittarla, ristrutturarla, adibirla a sede di una attività imprenditoriale propria, senza poter cambiare domicilio o residenza: una vera e propria trappola per offrire maggior potere alle banche,sottraendolo ai vecchi.

L’anziano non potrà più disporre dell’immobile, né compiere qualsiasi atto di disponibilità, mentre la parte finanziatrice può modificare le condizioni economiche del contratto, in qualunque momento in ragione di incrementi di costi legati a variazioni di legge o di regolamenti.L’ennesima trappola di un Governo, che dopo aver impoverito le famiglie con gli omessi controlli,lascia soli e più indebitati gli anziani che avrebbero al contrario bisogno di maggior considerazione.

Adusbef- Federconsumatori








Fonte: pubblicato il


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