L'ozio? Fa bene al cervello

La nuova scoperta del Mit esalta la pausa come momento chiave per l’apprendimento

BREAK. Ti senti stanco? Non riesci più ad avere la concentrazione giusta per affrontare un delicato compito? Prenditi una pausa, non può che farti bene.  L’ozio ti aiuterà ad apprendere meglio.

L’ultima scoperta dei ricercatori del Massachussets Institute of Technology sembra davvero portare una ventata di freschezza. Se finora il relax era condannato, considerato da “pigroni” e pronto a causare sensi di colpa, ora ci suggeriscono di riposarci. E di pensare a sé stessi, o magari non pensare affatto. Si è sempre saputo che le nottate passate sopra un problema e l’estremo tentativo dell’ultimo momento sono deleteri per la memorizzazione. Ora si è scoperto dell’altro: oziare avvantaggia il ricordo.

Rilassati: è questo il consiglio che sembra venir fuori dallo studio effettuato da un gruppo di scienziati americani del Mit e pubblicato sulla rivista “Nature”. Nella pausa difatti il cervello si rigenera e ripercorre a ritroso gli stessi impulsi elettrici che portano alla fase dell’apprendimento. Come un mangianastri esso si riavvolge su sé stesso per selezionare le informazioni immagazzinate al fine di incidere meglio e più a lungo i dati nella nostra mente.

Mentre noi ci abbandoniamo all’inerzia i nostri neuroni dell’ippocampo -dove ha sede la memoria- continuano a lavorare. Ciò è quanto emerso da un esperimento effettuato sui topi di laboratorio e che, con elevata probabilità, può essere esteso anche all’uomo a causa del funzionamento simile del sistema. Dalla ricerca è risultato che, dopo aver portato a termine un compito –quello di correre lungo un percorso di 1,5 metri- i neuroni dei topi riproducevano durante la fase di riposo l’esatta sequenza di impulsi elettrici innescati durante lo sforzo cognitivo, solo che in rewind, al contrario. Questa operazione, fatta più volte e ad alta velocità, consente di memorizzare solo i ricordi più utili al raggiungimento dell’obiettivo.
Al diavolo allora le full-immersion. Cosa c’è di meglio che spezzare la concentrazione con un momento di vero relax?





Fonte: pubblicato il


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