Pensioni Monti riforma: donne, autonomi, professionisti e operai. Novità e cambiamenti

Cosa cambia per le pensioni di donne e professionisti con la nuova manovra

Tutti in pensione con il contributivo a partire dal 2012, innalzamento dei contributi per gli autonomi, allo studio anche un anticipo, rispetto alla data del 2026 fissata dal governo Berlusconi, dell'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne impiegate nel settore privato, e, oltre all'innalzamento dell'età di vecchiaia per le donne, il precedente governo aveva previsto dal 2013 l'adeguamento dei requisiti per l'accesso alla pensione alle aspettative di vita, che potrebbe scattare dal 2012.

Probabilmente per i lavoratori con la qualifica di operaio e assimilati, che sono circa 8 milioni, rimarrà il diritto di lasciare dopo 40 anni, o potrebbero rientrare nella fascia flessibile ed essere quindi obbligati a raggiungere un minimo d’età di 62 anni, oppure subire un aumento degli anni di contribuzione richiesti (42-43) o mantenere la possibilità di uscire dopo 40 anni, ma con la pensione calcolata tutta col contributivo.

In ballo anche più contributi per gli autonomi, ma anche in questo caso non si potrà intervenire immediatamente sulle casse dei professionisti dove talvolta le aliquote sono del 10-13%. Si comincerà dal regime Inps dove mentre i lavoratori dipendenti pagano il 33% (due terzi a carico dell’azienda), artigiani e commercianti versano il 20-21%.

Per loro l’aliquota salirà di uno o più punti. E’ poi destinato ad essere accelerato l'aumento a 65 anni dell'età per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici del settore privato è destinato ad essere accelerato, resta da definire la scelta del Governo sulle opzioni possibili che, secondo le ultime indiscrezioni sarebbe tra una scalettatura di cinque o nove anni, partendo dal 2012.

Nel primo caso il requisito potrebbe arrivare a regime nel 2016, nel secondo caso nel 2020, sei anni prima di quanto previsto dalla legislazione vigente. Previste, inoltre, per tutti un'unica soglia di età contributiva a 41-43 anni per andare in pensione, l'accelerazione dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne dipendenti del privato, che dovrebbe passare già dal 2012 da 60 a 63 anni per poi agganciarsi a quella degli uomini già nel 2018 e non più nel 2026; e il blocco dell'adeguamento degli assegni (con l'esclusione di quelli al minimo) alla dinamica dell'inflazione dal quale arriveranno quasi 5 miliardi di euro.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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