Pensioni Monti: anzianità e alzamento età. Novità e cambiamenti contributivi.

Nuovo sistema flessibile per le pensioni?

In arrivo ancora novità per quanto riguarda le pensioni nel nuovo programma di governo firmato dal neo premier Monti? Probabilmente si. Il nuovo presidente del Consiglio non punterà solo su tagli della spesa e maggiori entrate, ma sulla crescita: secondo Monti, più sale il prodotto interno lordo, più aumentano le entrate, senza sforzi aggiuntivi, e migliora il rapporto col deficit e col debito.

Insieme alle liberalizzazioni delle professioni, le privatizzazioni, le dismissioni immobiliari e il rilancio delle opere infrastrutturali, misure importantissime secondo il neo premier, sarà riaperto anche il capitolo pensioni, che Berlusconi aveva chiuso per la ferma opposizione della Lega.

Per superare le pensioni di anzianità, che ancora oggi permettono di andare in pensione a chi ha 60 anni (con 36 di contributi), si potrebbe tornare ad un sistema flessibile, come quello della riforma Dini (1995).

Il lavoratore potrà cioè scegliere di andare in pensione fra 63 e 68-70 anni, ma sarà premiato con una pensione più alta chi lascia il lavoro più tardi, nella logica del metodo contributivo che prevede un assegno commisurato ai versamenti di tutta la vita lavorativa, mentre saranno penalizzati coloro che lasceranno il lavoro in anticipo. Così facendo nei prossimi tre anni si potrebbero raggiungere risparmi di 4-5 miliardi.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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