Anche Skype accetta la censura cinese

Il software approda in Cina ma, dopo un iniziale rifiuto, si piega alla censura imposta dal regime

SEMBRA che la censura in Cina sia destinata a perdurare... Stavolta è toccato a Skype, il programma che più di sei milioni di persone nel mondo usano per telefonare in rete.

Nei prossimi giorni quando due cinesi si parleranno attraverso Skype, cioè attraverso un computer collegato a internet, appena pronunceranno una parola “sensibile”, come ad esempio gay o cattolico, dovrebbe attivarsi un filtro che distorcerà le parole. Un calo di voce improvviso, che cancellerà un gruppo di parole molto grande, tra cui anche Dalai Lama e Falun Gong, il nome del movimento religioso non ammesso da Pechino.

La storia è quella di sempre: Skype voleva ribellarsi a questa imposizione ma alla fine, indotta da una logica commerciale, ha dovuto piegarsi.

Skype  è il programma più usato nel mondo per parlare via internet, ma può servire anche per chiamare apparecchi di telefonia fissa e mobile e di recente anche per videotelefonare. Per usarlo occorre semplicemente una linea ADSL, neanche troppo veloce.

Il prodotto e la società arrivando anche in Cina, hanno dovuto scontrarsi con un'insidiosa censura internet, alla quale lavorano ogni giorno oltre trentamila persone che impiegano, e va sottolineato, software prodotti in occidente che servono per il filtraggio e il controllo dei contenuti, siano essi parole, suoni, immagini fisse o in movimento.


Come ha scritto il Business Week, i dirigenti di Skype sono stati avvertiti dal miliardario di Hong Kong, Li Kashing, che c'era la richiesta delle autorità di filtrare alcuni contenuti. Forti di una logica di Cultura di Rete Libera, in un primo momento quelli della società di VOIP (Voice over Internet Protocol) si sono rifiutati. Ma di fronte alla scelta se adempiere all'obbligo richiesto oppure rinunciare al mercato cinese, hanno fatto come tutte le imprese occidentali: hanno chiuso un occhio e accettato il filtro!

Skype è solo una delle ultime star-vittime accondiscendenti del regime cinese, dopo la dura battaglia con il celebre motore di ricerca Google, anche Wikipedia, l'enciclopedia che tutti possono compilare e modificare, il sapere che tutti possono controllare, è stata la controparte di una sfrenata offensiva da parte del regime di Pechino.

Perchè il governo cinese ha così a cuore la censura di Internet? Semplice, Internet è in continua espansione ed evoluzione, le sue applicazioni più innovative o le semplici tecnologie che permettono di aprire un sito personale dove esprimere le proprie idee e opinioni, vengono usate ogni giorno da un numero sempre crescente di persone.

La Rete ha una natura aperta e libera, veicola le informazioni in modo trasversale e incontrollabile, offre grandi possibilità di attivismo e mobilitazione, mette in relazione persone che sono potenzialmente in grado di realizzare progetti e contenuti, grazie alla cooperazione e la condivisione... e questo la dittatura cinese non può permettrero!








Fonte: pubblicato il


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