Arrestato per la prima volta un italiano per scambio files P2P

Un emendamento francese legalizza il file sharing, mentre in Italia arriva la prima condanna

DOPO GLI USA è la volta dell'Italia: è successo a Treviso, dove un trentenne è stato condannato a 3660 euro di multa per aver scambiato file illegalmente tramite il P2P. Usava una rete nota come “Soniknap5” con la quale il suo pubblico (circa 2500 utenti) veniva in possesso di brani musicali riprodotti illegalmente.
In particolare 2660 euro della multa sostituiscono due mesi e dieci giorni di reclusione per violazione del diritto d’autore; la sentenza è stata resa nota dalla FIMI (Federazione dell’Industria Musicale Italiana).

Una donna di Chicago
 a dicembre era stata condannata dalla RIAA (Recording Industry Association of America) a pagare 22.500 dollari per aver scaricato 30 file musicali tramite il peer to peer. Si tratta in entrambi i casi di una mossa che serve ad intimorire l’utenza nei confronti della pirateria, ormai diffusissima, e a tentare di diffondere la pratica dei download legali.


L’industria culturale italiana, secondo stime attendibili, perde ogni anno a causa della pirateria 4,2 miliardi di euro, nei settori audiovisivo, musicale, videogiochi e libri. Tra le possibili soluzioni alla pratica del file sharing illegale il governo potrebbe adottare quella di seguire l’esempio della Francia, dove lo scorso dicembre un emendamento ha autorizzato lo scambio di file ad uso personale, accompagnato da una tassa aggiuntiva ai costi di connessione. Pagando una cifra attorno ai 6 euro mensili gli utenti contribuiscono in tal modo a compensare le perdite degli autori in quanto al copyright. Mentre l’opinione pubblica francese si divide, il 17 gennaio la legge passerà al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva.

Intanto il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana ha affermato che la discussione e l’approvazione del cosiddetto modello flat da parte della Camera dei deputati francesi costituirebbe un modello da seguire per il nostro paese, per accompagnare la condivisione della conoscenza con la nascita di nuovi modelli commerciali.


I pirati del web, come risponderanno? Navigando sui forum di discussione a commento della condanna del giovane di Treviso si legge che molti dichiarano di non temere i provvedimenti adottati.
Ci chiediamo se i pareri rimarranno gli stessi nel caso dovessero susseguirsi altri casi del genere, o se il popolo della Rete inizierà ad avvicinarsi alle nuove proposte legali di download.





Fonte: pubblicato il


Torna su