Il nuovo governatore della Banca d'Italia è Mario Draghi: tutti o quasi soddisfatti

Arriverà «a gennaio» a Palazzo Koch, «dopo aver definito alcune cose», il nuovo Governatore di Bankitalia.

Arriverà «a gennaio» a Palazzo Koch, «dopo aver definito alcune cose», il nuovo Governatore di Bankitalia.

Lo chiarisce lo stesso Mario Draghi ai cronisti al termine di una breve passeggiata nel centro di Roma, tra molta gente che lo riconosce e lo ferma per congratularsi.

Il neogovernatore, apparso sorpreso da questa immediata popolarità, non si sbilancia sul giorno preciso in cui si insedierà in Via nazionale. Intanto nel primo pomeriggio Draghi ha varcato la soglia di Palazzo Koch per un primo incontro informale con l'attuale reggente Vincenzo Desario. Un incontro durato poco più di un'ora per il passaggio di consegne.

Sempre nel pomeriggio il neo governatore della Banca d'Italia è strato avvistato mentre camminava lungo Via del Plebiscito, ma quando era ormai a pochi metri da Palazzo Grazioli, la residenza-ufficio di Silvio Berlusconi, e i cronisti che stazionavano lì davanti lo hanno riconosciuto, ha girato i tacchi e si è allontanato.

Inseguito, Draghi ha negato che si stesse recando da Berlusconi: «Sto solo facendo una passeggiata solitaria per le strade di Roma - ha risposto il governatore - non mi capita spesso di venire nella capitale». Ai cronisti è però rimasto intatto il sospetto che Draghi stesse andando a fare una visita di cortesia a Berlusconi, e che abbia rinunciato per evitare pubblicità.


Ipotesi avvalorata dal fatto che, pochi minuti prima dell'arrivo di Draghi, il sottosegretario Gianni Letta era giunto a Palazzo Grazioli, da cui è uscito poco dopo il passaggio per Via del Plebiscito del governatore di Bankitalia. Prima della passeggiata pomeridiana solitaria per le vie capitoline, in tarda mattinata Draghi era salito al Colle. Sorrisi, strette di mano e anche una carezza affettuosa: è stata una calorosa accoglienza quella riservata dal presidente Ciampi al nuovo Governatore della Banca di Italia.

Un incontro tra collaboratori di antica data, immortalato dai fotografi: fu proprio Ciampi nel '93, allora ministro del Tesoro, a volerlo al suo fianco come presidente del comitato Privatizzazioni. Il primo attestato da Ciampi-boy per Draghi risale in realtà a tre anni prima: una consulenza in Banca d'Italia con Ciampi governatore.

Tuttavia è noto che il Quirinale avrebbe preferito l'economista Tommaso Padoa Schioppa a dirigere Palazzo Koch: sono stati l'esultanza di maggioranza e opposizione per Draghi a tarpare le ali al candidato del capo dello Stato.

Al coro di consensi per il vice presidente di Goldman Sachs, si è aggiunto quello della Legacoop: «Siamo soddisfatti per la rapidità con la quale si è proceduto alla nomina di un nuovo governatore e per la qualità della scelta» ha commentato il presidente, Giuliano Poletti, dicendosi sicuro che «Mario Draghi, per la sua competenza e le sue esperienze professionali, sarà in grado di assicurare una guida efficace della nostra Banca Centrale, così come crediamo che la stima di cui egli gode a livello internazionale sia una garanzia per un rilancio del prestigio dell'istituto».

Riconosciuto il valore di Draghi, Poletti auspica adesso che «la Banca d'Italia possa assumere una decisione definitiva in merito all'Opa lanciata da Unipol Assicurazioni su Bnl per offrire un quadro di certezze ai soci della compagnia assicuratrice e a tutto il mercato finanziario».
(AGE) RED-CENT








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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