Rimborsare mutuo in anticipo: quando conviene?

La convenienza del rimborso mutui: i casi

Estinguere un mutuo appena si può non è sempre la scelta migliore per chi deve ancora pagare rate. Spesso, infatti, accade che molte famiglie indebitate non appena dispongono di una piccola somma pensano di rimborsare in parte o tutto il debito residuo.

Nel momento in cui si pensa di attuare una simile operazione è bene considerare tre diverse ipotesi: innanzitutto che in un mutuo a tasso fisso, senza penali per l'anticipata estinzione e per cui non si abbia diritto alle detrazioni fiscali, estinguere il mutuo significa investire la liquidità impiegata al medesimo tasso del mutuo e l'operazione oggi appare consigliabile.

I fissi stipulati negli ultimi quattro anni sono pressoché tutti tra il 5 e il 6%, rendimenti difficili da ottenere impiegando i risparmi accumulati con investimenti obbligazionari sicuri. Nel caso in cui bisognasse pagare penali, invece, il loro costo va considerato come parte integrante dell'investimento e in questo caso la convenienza si abbassa leggermente, perché la penale massima può arrivare all'1,9% del debito residuo.

Estinguere un mutuo a 15 anni con debito residuo da 100mila euro al tasso nominale del 5,5% e con la penale massima equivale a investire 101.900 euro al 4,96%. Infine, se per il mutuo si ha diritto anche a ricevere le agevolazioni fiscali prima casa (il 19% di detrazione su un massimo di 4.000 euro l'anno sulla quota interessi delle rate) bisogna considerare l'esborso mensile al netto della detrazione e la performance dell'investimento si abbassa ancora.

Prendendo il caso di un mutuo da 100mila euro a estinguere al 5,5% e 26 anni residui equivale a investire al 4,12% e la convenienza dell'operazione scende perché questo è un tasso che con i titoli di Stato decennali oggi si può ottenere. Stesso discorso per i finanziamenti a tasso variabile.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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