Wall Street si avvia a chiudere l'anno con distribuzione record di dividendi

Un vero fiume di denaro: Wall Street si avvia a chiudere il 2005 con risultati record grazie alla distribuzione ai soci di oltre 500 miliardi di dollari sotto forma di dividendi e buyback

Un vero fiume di denaro: Wall Street si avvia a chiudere il 2005 con risultati record grazie alla distribuzione ai soci di oltre 500 miliardi di dollari sotto forma di dividendi e buyback.

"E' una somma enorme", spiega Howard Silverblatt, analista di Standard & Poor's in relazione alle risorse che le società dell'indice S&P 500, quelle con la più grande capitalizzazione di mercato, andranno a remunerare gli azionisti. Una media di 1.700 dollari per ogni cittadino statunitense, con un incremento del 30% sul 2004.

L'annata eccezionale beneficia dei brillanti risultati, in termini di utili, delle società Usa, mentre i soci, in un contesto di tassi d'interesse bassi e indici di Borsa poco mossi (+1,4% il Dow Jones da inizio anno, ad esempio), possono anche festeggiare per la tassazione minima dei dividendi. Soltanto a novembre, 23 società dello S&P 500, come General Electric e Mattel, hanno alzato i propositi di dividendo e riacquisto di azioni proprie. Partendo dall'inizio del 2005, invece, ben 275 compagnie hanno seguito questo trend. Il contesto favorevole, tuttavia, è testimoniato dal fatto che fondi pensione, d'investimento e conti delle compagnie assicurative sono gonfi di asset per 46.000 miliardi di dollari, un terzo in più rispetto a cinque anni fa. Un compito rilevante su dividendi e buy back più generosi l'hanno avuto investitori istituzionali - fondi d'investimento e speculativi inclusi - spesso delusi per la penalizzante valutazione data dai mercati alle società partecipate.

Il raider Carl Ichan, solo per citare uno degli ultimi episodi, ha arruolato una notevole pattuglia di investitori istituzionali con l'obiettivo di fare pressioni sul management prima di Blockbuster (per ingrossare la cedola) e poi per un programma di buyback da 20 miliardi di dollari da parte di Time Warner. In quest'ultimo caso, dagli iniziali 5 miliardi, il colosso dei media ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 12,5 miliardi, valutato ancora 'insufficiente' da Icahn.

(AGE) RED





Fonte: pubblicato il


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