Il futuro della comunicazione in Italia

In Italia è difficile portare avanti il cambiamento, non quello tecnologico, ma quello legato al dover cambiare i propri modelli, i propri atteggiamenti e le proprie azioni nel quotidiano.

In Italia è difficile portare avanti il cambiamento, non quello tecnologico, ma quello legato al dover cambiare i propri modelli, i propri atteggiamenti e le proprie azioni nel quotidiano.

Agenzie, centri media ed investitori pubblicitari hanno al loro interno persone valide e molto competenti, che cercano con grande fatica di portare avanti il nuovo che avanza, ma fintanto che queste persone non costituiranno una "massa critica" il cambiamento verrà avversato, perché gli istinti naturali di conservazione, sono molto più forti.

Perché in Italia non si cerca di convivere ed essere protagonisti del cambiamento? Perché non si interpretano i segnali deboli del mercato e si interviene solo quando questi si trasformano in segnali forti che impattano pesantemente sul business, costringendo tutti a lavorare in fretta e male? Perché sono ancora troppo pochi in Italia che credono nella ricerca e sviluppo nell'ambito della comunicazione e dell'advertising? Perché chi come me si occupa di ricerca e sviluppo nell'ambito della comunicazione deve fare così tanta fatica?

Il tema è così attuale che se ne parla su Mlist e su Imlog.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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