Shangai: bambini in vendita? Giallo legato ad un annuncio su un'asta on-line

La polizia di Shangai sta indagando su un annuncio ospitato nel sito di e-commerce cinese Eachnet, ove era riportata un'offerta di vendita di neonati dal prezzo variabile fra i 28mila yuan (3.500 dollari) per i maschi e 13mila (1.600 dollari) yua

La polizia di Shangai sta indagando su un annuncio ospitato nel sito di e-commerce cinese Eachnet, ove era riportata un'offerta di vendita di neonati dal prezzo variabile fra i 28mila yuan (3.500 dollari) per i maschi e 13mila (1.600 dollari) yuan per le femmine.

Il sito era stato acquisito nell'estate del 2003 da eBay per 150 milioni di dollari e la notizia è stata riportata anche dal quotidiano China Daily. Un'atroce realtà o uno scherzo inopportuno?

L'annuncio era stato firmato col nome «Chuangxinzhe Yongyuan» («Grande innovatore») e proponeva una base d'asta di uno yuan a bambino, con la clausola che «l'articolo» sarebbe stato aggiudicato immediatamente a chi avesse accetatto di pagare subito l'intero importo.

I bambini, provenienti dalla provincia della povera provincia di Henan (Cina centrale), sarebbero stati consegnati agli acquirenti prima di aver compiuto i cento giorni.

In base a quanto riportano alcune fonti del sito web, circa una cinquantina di persone lo avrebbero visitato prima della cancellazione dell'annuncio ma nessuno di loro avrebbe effettuato alcun ordinativo avente ad oggetto bambini.


La portavoce di Eachnet, Tang Lei, ha precisato che il controllo del contenuto degli annunci diffusi dal sito avviene automaticamente, con l'uso di parole chiave, e la parola «baby» non è fra quelle usate dal sistema.

È stata la stessa Eachnet, ha aggiunto la portavoce, a denunciare il fatto alle autorità.

In Cina, ad ogni modo, sono migliaia ogni anno i bambini vittime del traffico di esseri umani, come ricorda anche l'UNICEF. Secondo uno studio pubblicato nel 2001 dalla nota istituzione internazionale per l'infanzia, 250mila giovani donne e bambini ogni anno, nel Paese, sono vittime dei trafficanti.

Secondo un altro studio realizzato dal ministero degli Affari civili cinese in collaborazione con l'organizzazione umanitaria internazionale Save the Children e con l'Università di Pechino, in Cina ci sono 573mila orfani che vivono con i parenti.

La grande maggioranza degli orfani, l'86 per cento, vive nelle campagne e solo la metà usufruisce di un sostegno finanziario da parte delle autorità locali.

Fonte: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/10_Ottobre/20/cina.shtml 





Fonte: pubblicato il


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