Film in 3d: Alice nel Paese delle Maraviglie. Commenti e giudizi

Dopo Avatar anche il nuovo Alice nel Paese delle Meraviglie di Tim Burton arriva in 3D

Il talento visionario di Tim Burton per la riproposizione di un grande classico del mondo delle favole. Il regista dell’immaginario porta in scena, infatti, un rifacimento spettacolare e in 3D dell’Alice nel paese delle meraviglie di Lewsi Carroll. Il film ‘Alice in wonderland’, di cui sono protagonisti Johnny Deep e Anne Hathaway, riprende la vita di Alice ormai ragazza.

Durante una festa scopre che è stata destinata a sposare un insopportabile, ricco rampollo e non potendo sopportare la cosa, scappa. Arriva bel bosco, si perde, inciampa, insegue un coniglio bianco fino a precipitare in un buco, lo stesso dove entrava tanti anni fa il  vecchio amatissimo Bianconiglio.

Ma nulla è stato per caso: nel Paese delle Meraviglie sanno che la ragazza è l'unica a poter contrastare, e magari uccidere, Jabawak, il custode della perfida Regina Rossa che regna terrorizzando il Paese. Alice, non ricordando nulla del suo primo, inizia così una sua del tutto nuova.

Dopo la precipitosa caduta Alice si ritrova in una stanza e, bevuta una pozione, diventata di nuovo piccola piccola, passa attraverso una porticina in un giardino dove trova i tanti personaggi cui ci eravamo tanto affezionati, dal Bianconiglio a Dodo, al Topo, al Pancopinco e al Pancopanco. Mia Wasikowska interpreta la versione cresciuta di Alice, che dopo tanti anni torna nel mondo incantato delle meraviglie.

L’Alice di Burton torna nel paese dove era stata bambina per sancire il passaggio ad una maturità che è fisica oltre che psicologica e morale: e non a caso, al suo passaggio, scatena pulsioni più o meno evidenti (nel Cappellaio Matto come nel Fante di Cuori), accompagnata a distanza dallo sguardo di un Brucaliffo che muterà forma con lei.


E, altrettanto non a caso, termina il suo viaggio in quei luoghi e nella vita vera con un ennesimo e definitivo cambio d’abito che è chiara affermazione di un superamento di convenzioni di genere e, quindi, di comportamento, sociali e relazionali.








di Marianna Quatraro pubblicato il


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