Olio, miele, vino: produzione crolla in autunno nero. Conseguenze per Coldiretti

Vino, olio, miele. Prodotti ai quali veniva assegnata una certa aurea di eternità sono oggi trattati come di prodotti di nicchia, a causa della produzione in netto calo frutto dell'afa e della siccità

Dati assolutamente negativi per un autunno nero per la produzione di olio, miele e vino, ma non solo, anche epr altri diversi alimenti. Con consuguenze e rischi sottolineati dalla Coldiretti.

Certo chi ha avuto l’opportunità di godersi la lunga estate che praticamente è durata fino ad ottobre per la fortuna non solo delle mete turistiche balneari che hanno potuto beneficiare degli effetti di questa lunga, lunghissima estate fino alle soglie dell’inverno ormai, non potrà recriminare più di tanto. Il gran caldo estivo, che ha consentito di tuffarsi più e più volta rubando fine settimana, ore e anche i minuti al tran tran della vita quotidiana, ha purtroppo avuto due risvolti di cui solo oggi iniziamo a sentire gli effetti.

Che diventano tre se si considera il dramma degli incendi che hanno massacrato la flora e la fauna del Belpaese durante i mesi più caldi in tutti i sensi. Le frane che nei giorni scorsi, dopo le prime piogge, hanno provocato frane e smottamenti soprattutto nel Mezzogiorno. La manifestazione in atto di una gravissima crisi percepita finora solo in potenza che ha colpito il comparto agricolo è solo la punta di un iceberg molto più grande e profondo che non lascia dormire sogni tranquilli per il futuro. Se, infatti, l’allarme siccità non ha scosso più di tanto le coscienze di tanti italiani intenti a scegliere il luogo più cool dove fare il bagno piuttosto che a farsi qualche domanda su quello che gli stava capitando intorno, le notizie che oggi ne portano alla luce le conseguenze non lasciano ugualmente insensibili.

Vino, olio, miele. Prodotti ai quali era assegnata una certa aurea di eternità, vengono oggi trattati come di prodotti di nicchia, a causa della produzione in netto calo frutto dell'afa e della siccità a causa della produzione in netto calo come emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione della Giornata del ringraziamento. E le conseguenze sono anche di natura economica visto che i prezzi sono destinati ad essere più elevati rispetto alla media. E la qualità è fortemente messa a rischio per la possibile invasione di prodotti taroccati che verrebbero immessi nel mercato italiano per sostituire gli originali.

Vino, olio, miele produzione in netto calo

Vino, olio, miele. Pilastri delle abitudini alimentari degli italiani e del mangiare sano. Prodotti talmente familiari che si fa fatica ad immaginare che esiste il rischio di non poterli trovare più sulle tavole. Rischio più che concreto se si prende in considerazione il bollettino di guerra che un’estate così torrida ha presentato. A iniziare dal vino. Addio a una bottiglia su quattro, dunque. Un dato spaventoso che mette a rischio anche la leadership mondiale del Belpaese per quanto riguarda la produzione enologica.


Non va meglio per la produzione dell’olio che segna un rotondo meno undici per cento dopo aver chiuso già diverse stagioni con il segno meno. Il miele negli alveari sarà sempre più scarso tant’è che si prevede un crollo del cinquanta per cento rispetto alla produzione dello scorso anno e anche per quanto riguarda il raccolto di mele è in netto calo. Funghi e tartufi sono praticamente spariti dai boschi proprio a causa della siccità che negli ultimi sette mesi ha regalato pochissime precipitazioni piovose.

Questo è quello che emerge dall'analisi della Coldiretti in occasione dell'11 novembre che con la Giornata del ringraziamento chiude tradizionalmente il bilancio dall'annata agraria che quest'anno è stata sconvolta dalle diffuse gelate primaverili a cui ha fatto seguito il caldo e la siccità per la mancanza di acqua ed i violenti temporali con pesanti effetti sulla spesa degli italiani. La produzione di olio di oliva dovrebbe essere in calo dell’undici per cento rispetto alla media produttiva dell'ultimo decennio.

Quali saranno i prezzi e qualità

Quali saranno i prezzi di questi prodotti, dunque e soprattutto quale sarà la qualità che i consumatori italiani, abituati al meglio, troveranno quest’anno sulle proprie tavole sono quesiti si potrà rispondere univocamente. L’aumento dei prezzi, infatti, appare quanto mai scontato e, oltre al danno economico per gli agricoltori anche la qualità sarà certamente più scarsa per i consumatori. C’è il rischio che i prodotti di importazione siano spacciati per italiani e finiscano nel carrello della spesa.





di Luigi Mannini pubblicato il


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