Stipendi: bonus e aumenti e welfare variabile in busta paga

Tra aumenti di stipendi, bonus di 80 euro, rinnovi di contratto, arretrati, flessibilità e nuove regole sul welfare, ecco le novità in arrivo il prossimo anno.

Il prossimo sarà l'anno della svolta per i dipendenti pubblici? Probabilmente sì perché arriveranno finalmente quegli aumenti di stipendi così tanto attesi. Il dubbio è legittimo perché più volte questo appuntamento è stato rinviato e calendario alla mano sono 8 anni che il contratto è congelato. Questa volta lo sblocco dovrebbe essere ufficiale (a essere maliziosi si potrebbe far presente come manchino pochi mesi all'appuntamento con le urne) e per i lavoratori si palesano interessanti prospettive. Per almeno due ragioni: l'aumento di circa 85 euro non sarà in contrasto con il bonus di 80 euro per gli statali (e i lavoratori privati). Le soglie di reddito sono state infatti portate più in su. In seconda battuta è previsto il pagamento di una cifra forfettaria per gli arretrati. Dovrebbe sfiorare i 500 euro e si tratta di un provvedimento una tantum.

Salvo il bonus di 80 euro

Nel 2018 il bonus di 80 euro sarà perciò incassato tutti i mesi dai dipendenti che hanno un reddito fra 8.145 e 26.600 euro (ma con una progressiva riduzione ma man che da 24.600 euro ci si avvicina al tetto massimo). Ma stando alle nuove regole in via di approvazione, sono interessati dal surplus in busta paga anche i lavoratori assimilati ovvero coloro che percepiscono compensi come soci delle cooperative, ma anche indennità incassate a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità, somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale, redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, remunerazioni dei sacerdoti, prestazioni pensionistiche. E a chiudere ll cerchio, nella partita del bonus di 80 euro, con le medesime disposizioni, ci sono anche le forze dell'ordine ed esattamente gli appartenenti a

  1. Polizia di Stato
  2. Carabinieri
  3. Guardia di Finanza
  4. Corpo Forestale
  5. Polizia penitenziaria
  6. Vigili del Fuoco
  7. Aeronautica Militare
  8. Esercito Italiano
  9. Marina Militare
  10. Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana
  11. Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana
  12. Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta
  13. Capitanerie di Porto

Welfare variabile in busta paga

C'è poi un'interessante ricerca a firma Sodexo e A.T.Kearney, secondo cui nel breve-medio termine 7 imprese su 10 prevedono investimenti nel settore del welfare così da rendere la busta paga variabile. La decisione condivisa prende lo spunto da una considerazione ben precisa: il combinato disposto tra misure previdenziali e misure sanitarie non è sufficiente per rispondere adeguatamente alle esigenze dei lavoratori. Succede perché l'età si allunga, ma il bisogno di cure è immutato. E laddove non arriva il pubblico ci prova il privato a tamponare con interventi sul welfare. E anzi, come viene fatto notare, dalle nostre parti è in corso un processo di detassazione per i servizi di welfare per i privati. Insomma, la tavola è apparecchiata al meglio e ci sono tutte le condizioni per scommettere su una busta paga più flessibile.

Ma non è naturalmente sufficiente tirare in ballo le lacune dello Stato per spiegare la situazione ovvero capire i motivi per cui le aziende abbiano deciso di percorrere questo sentiero nel rapporto con i lavoratori e affidarsi a piani di welfare per lo sviluppo del business. Proprio lo studio realizzato da A.T. Kearney per Sodexo Benefit&Rewards services, basato su 50 interviste tra medie e grandi aziende, scatta una fotografia chiara. I motivi sono

  1. il customer retention (76%)
  2. l'attrazione dei clienti (71%)
  3. il miglioramento del clima sul luogo di lavoro (62%)
  4. l'engagement (54%)
  5. la possibilità di convincere le menti più brillanti (52%)
  6. la diminuzione del turn over (48%)
  7. il coinvolgimento delle risorse (47%)
  8. la diminuzione dell'assenteismo (39%)
  9. la maggiore capacità di spesa per il Paese (32%)

Ma in pratica di che si tratta? Di misure per l'assistenza familiare, come i servizi scolastici e il baby-sitting, prestazioni assicurative e servizi legati al benessere personale, ma anche le gift card, i buoni pasto e il rimborso per le spese legate ai trasporti.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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