Rinascente di Genova nel 2018 chiude, senza lavoro 60 persone. E tante altre aziende. E la ripresa?

La Rinascente di Genova che chiude i battenti entro ottobre del 2018 e apre l’ennesima crisi del lavoro in Italia. Circa sessanta persone resteranno dall’oggi al domani senza più un’occupazione

La crisi si fa sentire ancora e tante sono le aziende che chiudono i battenti e le eprsone che si ritrovano disoccupate.

Era successo qualche anno fa anche a Napoli e le reazioni erano state simili se non proprio uguali. A proposito della chiusura della sede di Via Toledo, sgomento ed incredulità la facevano da padroni, come accade oggi. Come è possibile? La domanda più frequente. Non potrebbe essere altrimenti quando la notizia della chiusura non riguarda negozi piccoli e grandi che siano.

Ma il marchio, e che marchio, che per anni, in Italia, ha incarnato il modello unico ed invincibile del grande magazzino, quando i grandi magazzini rappresentavano qualcosa di esotico. Non essendo ancora diffusi in maniera così capillare come sarebbe capitato qualche decennio più tardi, rappresentavano quasi la Mecca dell’acquirente più incallito, quello più furbo e quello che voleva dimostrare di avere orizzonti ampi. Stiamo parlando della Rinascente di Genova che chiude i battenti nel 2018 e apre l’ennesima crisi del lavoro in Italia.

Circa sessanta persone resteranno dall’oggi al domani senza più un’occupazione. Un dramma che non riguarda solo la Rinascente perché basta fare una panoramica anche suk web per capire che poi, tutto sommato, le aziende italiane non godono di ottima salute. E, come spesso accade, queste vicende si circondano di un’aura di beffa visto che alcuni indicatori economici suggerirebbero euforia e la certezza che la crisi è ormai alle spalle. Ma non è così come vedremo nel corso di questo articolo.

Rinascente chiude nel 2018, 60 senza lavoro

Incredulità e rabbia. Questi sono i sentimenti che la chiusura della Rinascente nel centro di Genova lascia in eredità a chi aveva sempre visto questo marchio come invincibile. Una chiusura che avverrà entro il ventotto ottobre del 2018. E d’altra parte la genesi della Rinascente, o meglio le speranze di chi a vario titolo ha contribuito a rendere la Rinascente il mito che è attualmente, voleva essere proprio questo. Alla stregua di altri grandi gruppi internazionali ai quali spesso questo marchio è stato accostato.


Un colpo all’occupazione della città visto che sessanta persone resteranno senza lavoro e alla città stessa che perde un’altra grande azienda presente nel capoluogo ligure dal 1960, a causa della sua scarsa appetibilità commerciale, a quanto pare. Incredibile ma vero. come incredibili ed inutili sono stati anche i sacrifici dei dipendenti che non si sono risparmiati ed hanno provato in tutti i modi a resistere come dimostra il contratto di solidarietà che avevano deciso di adottare negli ultimi cinque anni.

Non solo la Rinascente, gli altri scenari di crisi

A riportare tutti sulla terra e a ricordare che, purtroppo la crisi economica, nonostante un generale ma insufficiente miglioramento degli indici economici dell’Italia, continui a mordere, ci sono tutta una serie di esempi. Anche in questo caso si tratta di aziende storiche che hanno accompagnato intere generazioni nel corso della loro esistenza. Come non citare Melegatti, un secolo di vita e più con un fatturato che lo scorso anno si è chiuso a settanta milioni di euro e che, proprio in questo periodo, iniziava a fare capolino dagli schermi televisivi degli italiani con i suoi spot dolci e rassicuranti. Bene, anche Melegatti oggi è sull’orlo della chiusura come Ericsson he per anni ha fatto la voce grossa nel campo della telefonia della telefonia e non solo e che rischia di lasciare a casa seicento lavoratori italiani.





di Luigi Mannini pubblicato il


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