Pensioni: sempre meno semplice e facile andare

Sempre meno facile andare in pensione anche se i sistemi e le tipologie non mancano.

Dopo le proposte del Governo del calcolo per la pensione che non congela di fatto il 2018 quando vi sarà comuque per tutti tranne che per quindici categorie di usranti e preoci (sono solo 20mila persone) l'innalzamento dell'età a 67 anni, così l'aumento per le donne di un ulteriore anno.le persone che potranno uscire saranno sempre meno e sarà sempre più difficile con sistemi che richiedono requisiti che pochi coe si è già visto possono avere. E anche u ulteriore allargamento potrebbe portare ad altri 17-20mila persone in più sempre per il 2018 con l'Ape Social, Quota 41 aggiungendo poi l'incognita dell'avvio, speriamo dell'Ape Volotantaria ed i uan forma di Ape Social Donna. .
Nel frattempo il Governo ha deciso di rivedere l'età delle aspettative di vita, o almeno la proposta ai sindicati, dal 2021 con un calcolo a cadenza biennale, ma dove potranno cambiare pochi mesi per l'uscita e solo appunto dal 2021.

Sono diverse le tipologie di pensioni 2017 che vi saranno nel 2018 esistenti che vengono erogate dall’Inps e che permettono di andare in pensione prima, a patto di maturare, chiaramente, determinati requisiti. Vediamo quali sono le diverse tipologie di pensioni già in vigore per uscire prima e le altre erogate dall’Istituto di Previdenza.

Pensione di vecchiaia: requisiti e per chi vale

La pensione di vecchiaia è una prestazione erogata dall'Inps ai lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata. Possono richiedere la pensione di vecchiaia coloro che hanno raggiunto 66 anni e sette mesi di età anagrafica. Dal primo gennaio 2019, i requisiti pensionistici di uscita dal lavoro subiranno un ulteriore scatto, arrivando a 67 anni. Fino al 31 gennaio 2018 i requisiti pensionistici da raggiungere sono: per uomini e donne del comparto pubblico 66 anni e 7 mesi, mentre la contribuzione richiesta, è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il requisito anagrafico di 66 anni e sette mesi vale anche per le lavoratrici e i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'Inps, e per i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap. La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata all’Inps esclusivamente online, inserendo il proprio PIN identificativo per l’accesso al sito dell’Istituto di Previdenza; o contattando telefonicamente il Contact Center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento; o rivolgendosi a Caf, patronati, o altri intermediari autorizzati dall’Istituto.

Pensione di anzianità: requisiti e per chi vale

La pensione di anzianità è stata abolita dal momento dell'entrata in vigore dell'attuale riforme delle pensioni ma continua a essere erogata a chi al 31 dicembre 2011 avesse maturato almeno 35 anni di contributi e il requisito anagrafica minima richiesta per andare in pensione. Dal primo gennaio 2012, infatti, la pensione di anzianità è stata sostituita dalla pensione anticipata, permettendo agli iscritti alle gestioni previdenziali di andare comunque in pensione prima con disincentivi, però, per l'uscita anticipata rispetto all'attuale soglia di pensionamento fissata a 66 anni e sette mesi. La pensione anticipata consente ai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta ma sulla base del calcolo dei contributi previdenziali versati richiesti che per il triennio 2016-2018 che sono di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Prima dell’entrata in vigore della attuali norme previdenziali, per raggiungere la vecchia pensione di anzianità bisognava maturare 40 anni di contributi.

Opzione donna: requisiti e per chi vale


In vigore in via sperimentale, l’Inps si occupa anche dell’erogazione del trattamento pensionistico a tutte le lavoratrici che aderiscono all’opzione donna per lasciare prima la propria occupazione. Questo sistema permette di andare in pensione prima alle lavoratrici, rispettivamente a 57 o a 58 anni alle statali e alle lavoratici private e autonome, che abbiamo maturato almeno 35 anni di contributi ma che accettino di percepire una pensione ridotta fino anche al 30% interamente calcolata con sistema contributivo e non più con il precedete e più vantaggioso metodo retributivo. La decurtazione della pensione finale dipende dall'età della lavoratrice e dalle sue caratteristiche di carriera, retribuzione ed anzianità contributiva maturata alla data di accesso all’opzione donna.

Pensione part time: requisiti e per chi vale

Tra le altre tipologie di pensioni sperimentali erogate dall’Inps anche quella relativa al part time: questo sistema prevede per i lavoratori del settore privato la possibilità di scegliere il passaggio dall’impiego a tempo pieno all’impiego a orario ridotto, appunto part time, comportando una conseguente riduzione dell'orario di lavoro del 40-60%, e conseguente riduzione dello stipendio mensile. In tal caso, però, i contributi previdenziali continuerebbero ad essere versati regolarmente. I requisiti richiesti per il part time sono aver maturato almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e sette mesi entro il 31 dicembre 2018. Anche in tal caso, la richiesta di accesso al part time deve essere inviata direttamente all’Inps.

Pensioni fondo casalinghe: requisiti e per chi vale

L'Inps attualmente si occupa dell'erogazione di trattamenti pensionistici destinati a coloro che sono iscritte al cosiddetto Fondo casalinghe: si tratta di pensioni corrisposte, in realtà, sia agli uomini che alle donne, iscritti al Fondo, che siano impegnati in lavori di cura familiari non retribuiti e a cui riconoscere la pensione di inabilità e la pensione di vecchiaia. L'importo da erogare viene determinato dall’Inps sulla base del sistema di calcolo contributivo.

Pensioni uscita prima Ddl concorrenza: requisiti e per chi vale

Il via libera al Ddl Concorrenza, dopo quasi tre anni di discussioni, ha dato il conseguente via libera ad una ulteriore novità per le pensioni per uscire prima. Il provvedimento appena approvato, infatti, prevede una norma che permetterà a tutti i lavoratori iscritti ai fondi delle singole casse di categorie, come avvocati, magistrati, medici, ingegneri, architetti, giornalisti, di anticipare l’età pensionabile fino a cinque anni nei casi di non occupazione da lungo tempo o di cessazione della propria attività. Per anticipare il momento della pensione basterà semplicemente chiedere il riscatto di quanto versato nel fondo fino al momento della richiesta di pensione finale.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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