Lavoro: imprese, record di posti vacanti e personale ricercato

Le imprese cercano lavoratori ma č record di posti vacanti: ultime notizie e situazione attuale e redditi degli italiani sempre troppo bassi

Siamo al massimo dei posti ricercati dalle imprese, ma la situazione per diversi versi è sempre paradossale.

Si dice che manchi l’occupazione nel nostro Paese ma paradossalmente, stando a quanto riportano le ultime notizie, nonostante le imprese tornino a cercare personale, il tasso di posti di lavoro vacanti, nel terzo trimestre del 2017 pari all'1%, è in aumento rispetto allo scorso anno quando era dello 0,9%. I posti vacanti sono posti di lavoro retribuiti, nuovi o già esistenti, liberi o che stiano per diventarlo, per i quali il datore di lavoro cerchi un candidato al di fuori dell’impresa interessata.

Record di imprese che cercano personale e lavori vacanti

Secondo le ultime notizie Istat, sarebbe, dunque, aumentata la platea di posti di lavoro con una maggiore concentrazione di questa situazione che si registra soprattutto nei settori dell'industria e dei servizi. Stando ai dati Istat, nel terzo trimestre 2017, il tasso di posti vacanti destagionalizzato è aumentato di 0,1 punti percentuali nei servizi, raggiungendo l’1,1% ed è rimasto stabile allo 0,8% nel settore dell’industria. I dati si riferiscono ai posti vacanti per lavoratori dipendenti nelle imprese con almeno 10 dipendenti dell’industria e dei servizi e sono stati prodotti sulla base di due rilevazioni: quella mensile sull’occupazione, gli orari di lavoro, le retribuzioni e il costo del lavoro nelle grandi imprese, per le imprese con almeno 500 dipendenti dell’industria e dei servizi; quella trimestrale sui posti vacanti e le ore lavorate, per le imprese con 10-499 dipendenti dell’industria e dei servizi.

Lavori in Italia, stipendi e guadagni

La situazione dei posti vacanti appena illustrata non è certo confortante e fa pensare che, oltre a mancare effettivamente occupazione nel nostro Paese, lì dove ci sia, a mancare sarebbe proprio la stessa voglia degli italiani di lavorare. O meglio, sembrerebbe che gli italiani siano ormai abituati a ‘vivere comodi’, evitando di fare lavoro pesanti. Ma se è vero che serve lavorare per vivere e che sono in tanti coloro che lamentano la mancanza di lavoro, sarebbe bene iniziare a cimentarsi in qualsiasi attività che sia remunerativa. D’altro canto, però, nel nostro stesso Paese anche chi svolge lavori importanti e ha un importante percorso di studio alle spalle non gode certo di ottimi stipendi come in realtà dovrebbe. E anche in questo caso si tratta di una situazione decisamente sconfortante.

Secondo le ultime notizie rese note dall’Eurostat, infatti, gli italiani sarebbero coloro che vivono peggio rispetto alle altre economie e nel 2016 metà dei contribuenti italiani avrebbe raggiunto redditi sotto i 16.400 euro mentre sono ancora pochissimi i cosiddetti 'ricchi', cioè chi guadagna oltre i 300 mila euro, appena 31.700 su 40,7 milioni (lo 0,1%). In particolare, vi sarebbero:

  1. i più poveri, che rappresentano il 10% degli italiani, per cui il reddito si aggira intorno ai 6.700 euro all’anno;
  2. la fascia media, che rappresenta circa il 10% della popolazione, guadagnerebbe tra i 15 e i 20mila euro;
  3. la fascia alta, costituita da solo poche migliaia gli italiani che guadagnano oltre i 200 mila euro all’anno.


Inoltre, nel nostro Paese, il reddito medio per categorie di lavoratori è rispettivamente:

  1. per i lavoratori dipendenti pari a 20.660 euro;
  2. per i pensionati pari a 16.870 euro;
  3. per partecipazione in società di persone ed assimilate pari a 17.020 euro;
  4. per i lavoratori autonomi pari a 38.290.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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