Assegni per infortuni sul lavoro: aumenteranno gli importi

Un piccolo aumento sull’assegno di incollocabilità da 218,29 Euro a 222,60 Euro è stato notificato con i nuovi importi stabiliti dal decreto del 7 agosto in G.U. n. 235 del 9 ottobre

Un piccolo aumento sull’assegno di incollocabilità da 218,29 Euro a 222,60 Euro è stato notificato con i nuovi importi stabiliti dal decreto del 7 agosto in G.U. n. 235 del 9 ottobre.

L’assegno è un piccolo contributo pubblico non soggetto a tassazione IRPEF che viene pagato mensilmente insieme alla rendita ed è rivalutato annualmente con apposito decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale in relazione all’indice ISTAT delle variazioni effettive dei prezzi al consumo. Possono beneficiarne i lavoratori con inabilità almeno del 34% per infortunio sul lavoro o malattia professionale, con età non superiore ai 65 anni e incollocabilità riconosciuta dagli Organismi competenti di cui alla legge n. 68/99.

Il contributo viene concesso per un periodo compreso tra i 2 e 4 anni, al termine del quale e dopo accertamenti sanitari, si procede ad una valutazione definitiva.

In attesa dell’approvazione definitiva della nuova Finanziaria ricordiamo che con quella dell’anno scorso, all’articolo 1, comma 782, si elencano le “Disposizioni in materia di infortuni sul lavoro”, che migliorano alcune prestazioni e ne allargano la platea dei benificiari, abbassando a volte anche i limiti minimi di inabilità per l’ottenimento di certi benefici.

La norma inseriva infatti l’articolo 13-bis nel decreto legsilativo 23 febbraio 2000, n. 38 con cui si dispongono una serie di modifiche in materia di infortuni sul lavoro riguardanti aspetti come la speciale gestione dell’Inail, le conseguenze dirette di silicosi o asbestosi, la rendita per inabilità permanente per infortunio in agricoltura, l’assicurazione infortuni e malattie professionali nell’industria e in agricoltura, lo speciale assegno continuativo per coniuge e figli superstiti del titolare della rendita per inabilità permanente e l’assegno di incollocabilità.


Assegno di invalidità

In primo luogo, si intervenne sull’articolo 178 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, che prevedeva le prestazioni della speciale gestione dell’Inail per gli assicurati che avessero subìto o subiscano un’inabilità permanente al lavoro di almeno quattro quinti.

Con la modifica approvata, a partire dal 1° gennaio 2007, sono stati ammessi a tali prestazioni anche coloro che, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonché per le malattie professionali denunciate avessero subito una menomazione dell’integrità psicofisica di grado pari o superiore al 60 per cento.

Rendita di passaggio

In secondo luogo è stato modificato l’articolo 150 del citato decreto n. 1124 del 1965 che disciplina il caso dell’assicurato che abbandoni, per ragioni profilattiche, la lavorazione cui attendeva e nella quale ha contratto la malattia, perché riscontrato affetto da conseguenze dirette di silicosi o di asbestosi con inabilità permanente di qualunque grado, purché non superiore all’ottanta per cento.

In tale ipotesi, l’Istituto assicuratore corrisponde, per il periodo di un anno ed indipendentemente dalle prestazioni o dalle indennità che possano spettare per l’accertata riduzione dell’attitudine al lavoro e per le condizioni di famiglia, una rendita di passaggio.

La modifica intervenuta al Senato dispone che la rendita di passaggio sia prevista anche per le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, con menomazione dell’integrità psicofisica di qualunque grado, purché non superiore al 60 per cento.

Riscatto della rendita

Inoltre, attualmente, l’articolo 220 del citato decreto n. 1124 del 1965 prevede per i titolari di rendita per inabilità permanente derivante da infortunio sul lavoro in agricoltura, di grado non inferiore al cinquanta per cento, con moglie e figli, o solo moglie, o solo figli aventi i requisiti prescritti per l’assegnazione delle quote integrative della rendita ai sensi dello articolo 77 del decreto medesimo, la concessione, al solo scopo di investimento in beni terrieri o per miglioramenti degli stessi o di acquisto di macchine agricole ad uso di lavorazione su propri fondi, se trascorsi almeno due anni dalla liquidazione della rendita ed il titolare della rendita sia in età non superiore ai cinquantacinque anni, del riscatto totale o parziale in capitale della rendita.

Con la modifica operata dal comma in esame, si ammette la concessione di tale riscatto anche per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonché le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1º gennaio 2007, ai titolari di rendita per menomazione dell’integrità psicofisica di grado non inferiore al 35 per cento.

Assicurazione infortuni

Si interviene, poi, ancora sul decreto n. 1124 del 1965 agli articoli 76, in tema di assicurazione infortuni e malattie professionali nell’industria, e 218, in tema di assicurazione infortuni e malattie professionali nell’agricoltura, i quali prevedono nei casi di invalidità permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3 al medesimo decreto, nei quali sia indispensabile un’assistenza personale continuativa (Apc), l’integrazione della rendita con un assegno mensile rivalutabile annualmente per tutta la durata di detta assistenza, senza procedere a tale integrazione quando l’assistenza personale sia esercitata in luogo di ricovero con onere a carico dell’Istituto assicuratore o di altri enti.

Con la modifica del comma in esame si ammette tale integrazione anche per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonché le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1º gennaio 2007, nei casi di qualunque invalidità conseguente a menomazioni elencate nella predetta tabella.

Assegno familiare

Inoltre, l’articolo 11 della legge 10 maggio 1982, n. 251, disciplina lo speciale assegno continuativo mensile spettante al coniuge ed ai figli superstiti nel caso di morte avvenuta, per cause non dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale, del titolare di rendita per inabilità permanente di grado non inferiore al 65 per cento.

Con la modifica intervenuta al Senato, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonché le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1º gennaio 2007, lo speciale assegno continuativo mensile spetta nel caso di morte, avvenuta per cause non dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale, del titolare di rendita per menomazione dell’integrità psicofisica di grado non inferiore al 48 per cento.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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