Amazon crea o distrugge più posti di lavoro. La risposta da una indagine

Ogni anno l'1% dei dipendenti nella vendita al dettaglio stanno perdendo il posto di lavoro. Ma Amazon ha annunciato l'assunzione di altri 50.000 dipendenti.

Alla fine occorre fare sempre i conti con Amazon. La multinazionale dell'ecommerce ha infatti creato nuovi paradigmi nell'organizzazione del lavoro con i quali confrontarsi. Poi però resta da capire se la smaterializzazione dei rapporti e il ricorso sempre più frequente all'automazione sia benefica o meno sotto il profilo della creazione di posti di lavoro. Perché, intendiamoci, da una parte c'è una grande società che sta assumendo milioni di persone in tutto il mondo perché la sua crescita così come quella del commercio elettronico è praticamente inarrestabile. Ma dall'altra l'utilizzo sempre più frequente di robot sta portando alla cancellazione di alcune figure lavorative, delle cui competenze non c'è più bisogno. E, soprattutto, spazza via al concorrenza che non riesce a stare al passo.

Più posti di lavoro creati o cancellati?

A cercare di dare una risposta scientifica ci ha provato il sito Qz.com analizzando il numero di posti di lavoro creati e quelli spariti. Di positivo per il mondo lavorativo c'è che la società statunitense ha già annunciato l'assunzione di altri 50.000 dipendenti da impiegare nella nuova sede statunitense di prossima costruzione. Tanto per essere chiari, Amazon è l'ottavo più grande datore di lavoro privato negli States. C'è però l'altra faccia della medaglia da cui non si può prescindere. Ogni anno l'1% dei dipendenti nella vendita al dettaglio stanno perdendo il posto di lavoro. Non è una piccola percentuale perché si tratta di circa 170.000 persone l'anno. Tutti loro non sono in grado di fare concorrenza che si trova in una posizione di forza cresce e apparentemente inarrestabile.

Naturalmente occorre procedere con le giuste cautele del caso perché non è sempre così facile riuscire a dimostrare una correlazione così diretta e tante altre possono essere le cause e le concause. Tuttavia, come viene fatto notare nello studio, dai numeri non si scappa. E quelli più recenti riferiscono come da una parte ci sono 24.000 dipendenti umani che hanno perso l'impiego e dall'altra 75.000 dipendenti robotici che hanno fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro. Questo perché Amazon ha introdotto 55.000 robot tra le sue file e ne sono stati ipotizzati altri 20.000 entro la fine dell'anno per un totale di 75.000. Come si legge nello studio, questo esercito è naturalmente benefico utile per le casse dell'azienda, ma non lo è nel caso del mantenimento della posizione lavorativa dei dipendenti del retail.

Supermercati senza cassieri

Sopratutto da quando Amazon è sbarcata nel settore della grande distribuzione con l'acquisizione della catena statunitense Whole Foods specializzata nei prodotti bio, è cambiato il concetto di distribuzione. E c'è già chi parla di modello Amazon, quello privo di contatti umani in cui il percorso tra il consumatore e il prodotto è completamente automatizzato. L'esempio più evidente è quello dei supermercati, anche in Italia, in cui il concetto di passare dalla cassiera sta lentamente passando in secondo piano. I vantaggio per il venditore? La possibilità di acquisire tutti i dati sulle abitudini alimentari.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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