Tassa nuova su imbarco aereo: per chi ci viaggia da pagare

Il costo del biglietto aereo per un viaggio di andata e ritorno potrebbe salire fino a 4 euro a passeggero per via della nuova tassa proposta dal Partito democratico.

Una nuova tassa sugliu aerei in modo particolare sull'imbarco, o se vogliomo essere ancora più precisi, per imbarco e sbarco dovrà essere pagata da tutti i passaggerri che prendono qualsiasi volo in Italia.

C'è una nuova battaglia che si sta combattendo e il terreno di scontro è la tassa di imbarco sugli arei. Da una parte ci sono i Comuni che chiedono più risorse e, appoggiati da parte della politica, chiedono più risorse ovvero di innalzarla a due euro. Ma dall'altra le compagnie aree e le associazione dei consumatori dicono di no. Il via è stato dato da un emendamento al decreto legge fiscale, presentato dal capogruppo Pd in commissione Bilancio al Senato che prevede appunto una tassa d'imbarco fino a un massimo di 2 euro da far pagare a chi viaggia in aerei che partono da aeroporti situati sul territorio di città metropolitane. Una brutta notizia sia per chi utilizza l'aereo come principale mezzo di spostamento. L'esplosione delle compagnie low cost ovvero il calo dei prezzi medi dei biglietti per imbarcarsi ha reso l'areo uno strumento più popolare.

Guerra sulla tassa su imbarco aereo

Le compagnie protestano e i consumatori parlano di balzello inutile. Nel 2016, a fronte di un'ipotesi di aumento, Ryanair minacciò di lasciare gli aeroporti italiani. I Comuni preparano emendamenti per avere dallo Stato gli arretrati della tassa. Altri interventi arrivano da Pd, Ala e dai tosiani per introdurre un aumento di 2 euro. Stando all'intenzione del Partito democratico, il ricavato della tassa a carico dei passeggeri per imbarcarsi sugli aerei, che presenta alcune assonanze con la tassa si soggiorno, si rivelerebbe preziosa per finanziare investimenti nei settori relativi alle funzioni fondamentali delle città metropolitane, come - si legge testualmente nella proposta che è già stata ufficialmente presentata ma non approvata- la dotazione infrastrutturale dei territori o per sostenere le casse delle amministrazioni comunali. A essere coinvolte sono le città metropolitane

  1. Bari
  2. Bologna
  3. Cagliari
  4. Catania
  5. Firenze
  6. Genova
  7. Messina
  8. Milano
  9. Napoli
  10. Palermo
  11. Reggio Calabria
  12. Roma
  13. Torino
  14. Venezia

Stando ai calcoli che circolano, se il testo dovesse essere approvato, l'impatto della tassa per l'imbarco sull'aereo adesso pari a 7,5 euro a Roma Fiumicino e a 6,5 euro negli altri aeroporti nazionali, salirebbe di conseguenza a 9,5 euro a Roma e 8,5 negli altri scali coinvolti.

Pioggia di critiche: perché no

Il muro di contrari a questo provvedimento è già piuttosto alto e molti mattoni sono stati innalzati da Assaeroporti (il ramo di Confindustria degli aeroporti italiani che rappresenta 33 società di gestione aeroportuale per 42 aeroporti), Iata (International Air Transport Association), Assaereo (Associazione nazionale vettori e operatori del trasporto aereo) e Ibar (Italian board airline representatives), secondo cui questa idea non può che creare uno squilibrio a favore del trasporto ferroviario. A loro dire, il problema principale è un solo: la tassa, che potrebbe aumentare il costo del biglietto fino a 4 euro a passeggero per un viaggio di andata e ritorno, ha finalità estranee al trasporto aereo. Da qui la richiesta formale dell'intera filiera del trasporto aereo di non approvare gli emendamenti proposti per non incrementare le tasse in un settore vitale per lo sviluppo del Paese e che deve fare i conti con la competitività dell'economia globale.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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