Tari non aumenterà, promessi rimborsi dal Tesoro

In attesa di capire se scatteranno i rimborsi automatici, così come velatamente prospettato, è possibile rivolgersi alle associazioni dei consumatori che stanno organizzando servizi di assistenza.

L'ammissione degli errori di calcolo sulla Tari è stata pubblica e senza ricerca di giustificazione. Sia dalla parte dell'Agenzia delle entrate e sia delle amministrazioni comunali coinvolte - come Ancona, Catanzaro, Milano, Napoli, Pisa, Rimini, Siena, Siracusa, solo per citarne alcune - è stato riconosciuto come tassa sui rifiuti siata stata per errore pagata il doppio negli ultimi cinque anni per via di sbagli nella fase di calcolo della quota variabile applicata sulle pertinenze delle case. Il problema è adesso un altro: scatteranno i rimborsi automatici così come chiesto dalle associazioni dei consumatori? Qui il terreno si fa minato perché il Tesoro promette rimborsi, senza precisare le modalità, e allo stesso tempo detta le linee di indirizzo da seguire ovvero il non aumento dell'imposta nel 2018.

Tari, promessi rimborsi dal Tesoro

In attesa di capire se scatteranno i rimborsi automatici, così come velatamente prospettato, è possibile rivolgersi alle associazioni dei consumatori che stanno organizzando servizi di assistenza per i cittadini alle prese con la questione Tari, come il Movimento difesa del cittadino. Attenzione alle tempistiche: le richieste di rimborso per somme versate e non dovute devono essere presentate nel termine di cinque anni dal giorno del pagamento o dal giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Entro lo stesso termine va richiesto lo sgravio a decorrere dalla data della consegna della richiesta di pagamento o della notifica del provvedimento di riscossione coattiva. Il provvedimento è generalmente disposto nel termine di 180 giorni decorrenti dal momento della presentazione dell'istanza da parte del contribuente.

Lo stesso Movimento Difesa del Cittadino ha di recente manifestato pubblica soddisfazione per la interpretazione della norma da parte del Ministero dell'Economia. Allo stesso tempo invita l'Anci ad attivare un tavolo per

  1. pianificare i rimborsi automatici ai contribuenti
  2. chiarire le modalità di eventuali conguagli a carico dei contribuenti
  3. accertare l'effettiva disponibilità o indebito utilizzo da parte dei Comuni coinvolti della riserva imprevisti

Tari non aumenterà

Non avendo motivi per credere diversamente dalle indicazioni del Tesoro, secondo cui la Tari non aumenterà nel 2018, occorre far presente che l'imposta sui rifiuti presenta caratteristiche ben diverse rispetto alle altre tasse che i contribuenti sono chiamati a versare. La Tari si paga per sostenere le spese dei comuni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La Tari deve essere pagata dagli utilizzatori degli immobili che producono rifiuti urbani per i quali opera il servizio di raccolta e smaltimento. Ogni comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se il comune ha approntato un sistema di rilevazione puntuale dei rifiuti urbani prodotti, la tariffa può avere natura di corrispettivo. La tariffa si rifà alla superficie calpestabile degli immobili e al numero di componenti del nucleo familiare che vi risiedono.

La tariffa della Tari è composta da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per opere e ai relativi ammortamenti, e da una quota variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, alle modalità del servizio fornito e all'entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, compresi i costi di smaltimento.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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