Dichiarazione dei redditi cancellata e semplificare. Fisco futuro, Ruffini e Agenzia delle Entrate

L’arco temporale in cui la rivoluzione dovrebbe iniziare a far sentire i suoi effetti è quello di un lustro nel quale dovrebbe essere messa in campo anche una razionalizzazione delle imposte

L’intervista che il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha concesso al quotidiano “La Repubblica” è di quelle destinate a lasciare il segno. Fisco, condoni, rottamazioni, sono stati gli argomenti trattati con passaggi davvero importanti soprattutto per quel che riguarda il nuovo fisco che dovrebbe nascere nel corso dei prossimi cinque anni. Gli italiani, che hanno un rapporto tormentato con l’erario per motivi che non sempre si possono fare risalire alla cattiva volontà dei contribuenti di versare le tasse dovute, potranno fare a meno di fare la dichiarazione dei redditi. Si, avete capito bene.

Nelle intenzioni di Ruffini la dichiarazione dei redditi non si farà più. L’arco temporale in cui la rivoluzione dovrebbe iniziare a far sentire i suoi effetti è quello di un lustro nel quale dovrebbe essere messa in campo anche una razionalizzazione delle imposte. Via dunque le troppe tasse inutili che rappresentano, per Ruffini ma non solo, uno degli aspetti determinanti che contribuisce a rendere così conflittuale il rapporto tra contribuente e fisco italiano. Il direttore delle Agenzie delle Entrate ci tiene anche a sottolineare come l’operazione della rottamazione non possa essere equiparata a un condono, rispetto al quale Ruffini si dice totalmente contrario e che la lotta all’evasione sarà uno degli obiettivi principali del nuovo fisco. Vediamo più da vicino i passaggi salienti di questa nuova prospettiva tracciata da Ruffini per il fisco del futuro.

Dichiarazione dei redditi non si farà più

Certo il passaggio sul conto alla rovescia che riguarda la possibilità di evitare ai contribuenti la compilazione dei dichiarazione dei redditi è uno dei più importanti. Parole di grande impatto quelle utilizzate da Ruffini che ha avuto modo anche di spiegare perché la dichiarazione dei redditi non si farà più. Dal classico 740 alla dichiarazione dei redditi precompilata per arrivare, nel corso dei prossimi cinque anni, alla totale scomparsa di questa operazione che ha rappresentato per intere generazioni un vero e proprio incubo. Un viaggio nel tempo che simbolicamente mostra da dove si partiva e quale sarà la destinazione finale di questo viaggio verso la modernità.

Un viaggio che dovrà attribuire al fisco un nuovo volto capace di rapportarsi ai cittadini senza considerarli più un codice fiscale, ma come interlocutori che hanno esigenze e necessità che vanno ascoltate e non affrontate con la mannaia delle sanzioni a tutti i costi. Più ascolto e più confronto. Che però non potranno in nessun modo distrarre dall’obiettivo di recuperare l’evasione fiscale che è ancora molto alta e rappresenta un fardello non di poco che impedisce all’Italia di spiccare il volo.

Fisco, troppe tasse inutili per Ruffini

E, al fianco della lotta all’evasione, il fisco dovrà essere snellito e sfrondato di quelle tasse inutili che per Ruffini sono responsabili, per molti aspetti, del rapporto non sempre idilliaco tra il contribuente ed il fisco. Mettere a confronto le trecento ottant’otto leggi che esistono in Italia con le venticinque della Svizzera oppure con i trentacinque testi unici della Germania, è un esercizio che da solo basta per capire come la strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo dello snellimento del fisco, sia ancora lunga e irta di difficoltà.


È necessario anche diminuire il tempo necessario a riparare agli errori commessi dal fisco che deve restituire i soldi incassati in maniera ingiusta, compresi gli interessi, in tempi accettabili. Altrimenti, oltre al danno, il contribuente potrebbe andare incontro anche alla beffa di non rivedere più la cifra versata senza dovere.





di Luigi Mannini pubblicato il


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